Di norma, a livello empirico, si definisce la marginalitá...
Di norma, a livello empirico, si definisce la marginalitá in rapporto all'integrazione.
Ma emarginati sono anche tutti coloro che sono esclusi dall'esercizio
di diritti e benefici sociali, dalla possibilitá di usufruire
e far valere le proprie ragioni culturali, economiche o etniche.
L'emarginazione, cioé, interessa tutti quelli che vivono
sopra, sotto, ai lati della spina dorsale portante di un sistema
socio-economico e la normativa che li esclude non puó essere
letta che in relazione alle esigenze della produzione e del potere.
Ed emarginati sono anche, a livello sociale, tutti coloro che, espulsi dal processo produttivo, o dalla famiglia, o dalla societá, sono considerati cose, oggetti, individui da segregare nei manicomi o nelle carceri. Cosí come marginali sono pure tutti quelli che, pur partecipando al processo produttivo, sono sottopagati, saltuariamente occupati, disoccupati.
In Italia, per definire gli emarginati, si usa spesso il termine
non garantiti Espressione comoda, che dá immediatamente
l'idea della condizione sociale dei marginali, ma che non riesce
a coprire tutta la gamma dell'emarginazione. Si puó essere,
infatti, garantiti eppure emarginati. Chi non accetta la scala
dei valori dominante, chi si rifiuta di lasciarsi integrare nel
sistema, puó ancora svolgere un'attivitá economica
regolarmente retribuita, ma, ció nonostante, essere politicamente
e/o culturamente emarginato. E' preferibile, quindi, intendere
per emarginazione non solo la mancata partecipazione alle garanzie
economiche e sociali date dal sistema, ma anche l'estraneazione,
parziale o totale, voluta o causata, rispetto ai meccanismi integrativi,
e /o di potere, piú generali del sistema stesso.
(GIULIO SALIERNO - LA VIOLENZA IN ITALIA - MONDADORI)