Politica ed emozioni.

    Cari compagni, .....

Ma mentre scrivo mi accorgo che sto parlando molto d'altro e poco di me stesso. Perché ció che ci ha messo maggiormente in discussione negli ultimi anni é il movimento delle donne. Improvvisamente é diventato impossibile per noi continuare a vivere mantenendo in noi intatta la divisione tra la politica e le emozioni. Nei rapporti personali noi esprimevamo l'irrazionalitá della nostra fantasia e delle nostre angosce e dei nostri sogni e nella politica la razionalitá della nostra testa. Proprio queste insicurezze, angosce e sogni su cui si é espresso il movimento delle donne, che noi relegavamo nel privato, devono diventare anche un motore della nostra attivitá politica. Questo vuol dire che anche noi, uomini, dobbiamo fare una politica in prima persona, e non subordinarci al "corso obiettivo della storia", assumerci magari il nostro ruolo e funzione nella societá, e poi soffrirne. Le esperienze dolorose degli ultimi anni non devono contare in questo senso solo nelle nostre teste ma anche nelle nostre emozioni. Cari compagni ci sono molte parole per dire che noi, che da anni ci sentiamo parte del movimento, dobbiamo cercare di fare di tutto per non avere lo stesso atteggiamento dei vecchi compagni che noi ci trovavamo di fronte negli anni '60.

            Daniel Cohn Bendit

(AA.VV. - CARE COMPAGNE CARI COMPAGNI LETTERE A LOTTA CONTINUA - EDIZ.LOTTA CONTINUA 1978).


 

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