INTRODUZIONE: RIPENSARE IL '77

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Dunque il movimento del '77 fu la causa consapevole della crisi della democrazia autoritaria e delle politiche di tipo statalista, conformista e centralista.

Ma esso non poté determinare il corso degli eventi successivi. Cosí che si puó dire che le successive trasformazioni, che esso pure aveva reso possibili, sfuggirono completamente alla sua capacitá di determinazione.

Quali furono, infatti, gli esiti di medio periodo dell'ondata libertaria ed antiautoritaria?

Anzitutto la creazione delle premesse per la svolta neoliberista: l'autonomia sociale si determina in neoimprenditorialitá, la comunicazione diffusa delle radio libere apre la strada all'oligopolio delle televisioni commerciali, la rottura del compromesso storico apre la strada alla modernizzazione craxiana, la critica radicale del lavoro salariato sfocia nell'offensiva padronale contro l'occupazione e nella ristrutturazione che riduce drasticamente il tempo di vita prestato alla condizione operaia, senza determinarsi in riduzione dell'orario di lavoro, ma in semplice espulsione di una porzione di lavoratori dall'industria. e per finire, la critica del dogmatismo ideologico e storicista apre la strada allo scintillante culto delle superifici, al bla bla dell'effimero, ed infine al predominio del mercato nella cultura.

Come dobbiamo giudicare questo bilancio?

Sia ben chiaro: il '77 non fu assolutamente la causa del neoliberismo, della privatizzazione delle reti comunicative, né della robotizzazione delle catene di montaggio, né del prevalere dell'imbecillitá sulla cultura. Sarebbe da mosche cocchiere pensarlo. Ma possiamo dire che nell'ambito di quel movimento si crearono le condizioni culturali per rendere socialmente pensabile, e possibile, questo passaggio.

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Deindustrializzazione. Riduzione generale dell'orario di lavoro a venti ore, a sei mesi per anno, liberazione della vita operaia dalla gabbia del lavoro salariato. Reddito garantito. Questo gridava a piena voce il movimento degli operai, dei giovani proletari, degli studenti.

E invece no. Rigiditá operaia, difesa del posto di lavoro, cultura dei sacrifici, aumento della produttivitá. Questo ha risposto il sindacato in tutta Europa, questo hanno risposto i partiti comunisti, il partito laburista inglese, e cosí hanno portato la classe operaia alla divisione. Fuori dalla fabbrica metá della classe operaia a morire di crisi di identitá, e gli altri dentro, a morire di lavoro, di solitudine e di residualitá.

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(FRANCO BERARDI BIFO - Dall'introduzione a DELL'INNOCENZA, INTERPRETAZIONE DEL '77 - AGALEV EDIZIONE 1989).


 

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