La cultura urbana made in Italy.

Per quel che riguarda l'Italia, nella seconda meta' degli anni Settanta si é avviato un processo simile a quello avvenuto nelle aree metropolitane dell'occidente sviluppato. In quegli anni la comunicazione é stata posta al centro delle opzioni culturali e sociali delle nuove generazioni. In Italia piu' che gli stili culturali é stata l'attivita' politica che ha mosso le avanguardie creative. Non a caso sono stati i nuovi soggetti politici, agenti all'interno del movimento, a dar vita ad una piccola rivoluzione mediale. Sono nate in quel periodo le radio indipendenti, i giornaletti "neodadaisti", l'arte visuale; il video-tape ha fatto il suo debutto come strumento d'uso comune e di comunicazione politica e inoltre si é avviata l'utilizzazione della tecnica tipografica a fini informativi e artistici. Bologna, Roma, Padova, Firenze, solo in parte Milano, sono state le citta' dove in modo piu' frequente si sono realizzati i primi "insediamenti creativi". Si parlera' di "agitatori dell'etere" a proposito dei giovani militanti del movimento che utilizzeranno per fare politica un microfono e un'antenna piu' che i soliti volantinaggi o comizi di piazza. La politica svanira' molto presto nel degrado, ma rimarrano ben piantati nel corpo delle citta' italiane i centri di produzione di messaggi e comunicazione. Questo sara', almeno fra il 1976 e il 1980, la vera novita' emergente dalla realta' urbana italiana, una novita' che fara' scuola anche nel resto d'Europa e in altri paesi extra-europei.

Il nuovo reticolo radiofonico contribuira' a consacrare anche in Italia il rock come colonna sonora del mondo urbano, e le citta' italiane si troveranno ben presto a pulsare al ritmo delle emittenti commerciali subentrate in massa alle radio "politiche". E' la doppia faccia della rivoluzione mediale in atto: un lato é quello che vede la chiusura con i modi di comunicare tradizionali e l'avvio di un sistema indipendente di emissione con una propria tecnica, uno stile autonomo e un suono particolare; l'altro é l'esaltazione del consumo, scelta obbligata per tenere in piedi l'impalcatura della nuova comunicazione dopo la caduta della spinta politica e ideologica. Entrambe le motivazioni, quella tecnica e quella commerciale, porteranno a decisivi cambiamenti nel mndo della comunicazione e della vita urbana.

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L'altro settore fondamentale della comunicazione urbana passera' soprattutto attraverso la pubblicita' e il consumo che avranno proprio in quest'ultimo decennio una crescita enorme.

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(A.COLOMBO - LABORATORI DELL'INNOVAZIONE: I GHETTI URBANI da LA CITTA' SENZA LUOGHI - COSTA & NOLAN 1990).




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