IL CONCRETO RESIDUALE

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La cittá - questo prodotto fondamentale della civilizzazione umana, che raggiunge il suo compimento nell'epoca borghese, facendosi crocevia dello scambio di merci e di idee fra uomini che si toccano - ha raggiunto il momento dell'esplosione con la superfetazione metropolitana. La metropoli é l'ipertrofia della funzione urbana e contemporeanamente é la sua esplosione e la sua impossibilitá.

Nella cittá gli uomini si incontrano per conoscersi; nella metropoli gli uomini si incontrano senza potersi piú conoscere. Nella cittá gli uomini si toccano eroticamente, nella metropoli il contatto é pornografico od aggressivo.

La forma metropolitana determina il collasso delle forme di comunicazione e di organizzazione politica che la cittá aveva prodotto. L'interconnessione fra le diverse molecole sociali - individui o gruppi - non puó piú darsi materialmente, concretamente. Gli individui devono diventare dunque terminali delle reti di comunicazione, di scambio, di interconnessione.

La cittá diviene luogo di transito, di spostamento veloce, luogo popolato da celle terminalizzate interconnesse telematicamente. La televisione, macchina dell'omologazione e dell'atomizzazione generalizzata, telepanoptikon rovesciato, diviene il centro del mondo di questa transizione.

 

Ebbene, se riflettiamo alle caratteristiche del movimento del '77 lo vediamo proprio nel punto di formazione di questo processo verso la coscienza della smaterializzazione. Di conseguenza la sua anima é, a questo proposito, lacerata e contraddittoria.

In primo luogo il '77 si pone come il punto di arrivo e la sintesi di tutti i movimenti di controcultura giovanile; la scoperta dell'eros collettivo, la rivendicazione di una sensualitá antiproduttiva del tempo sociale, la sperimentazione di forme di creativitá artistica strettamente associate all'interazione con l'ambiente - le forme di abitazione collettiva, la creazione di luoghi urbani fortemente erotizzati - tutto questo rappresenta il disperato sussulto di resistenza della cultura urbana, della cittá, dell'interazione concreta, del contatto.

In fondo si deve riconoscere che la difesa di questa forma urbana, la persistenza di un contatto con i luoghi, e di un contatto fra i corpi, fu, nel '77, assi piú forte che la progettazione di una nuova societá.

Eppure occorre riconoscere anche il fatto che il movimento del '77, in Italia fu capace di scoprire la nuova dimensione - immaginaria - nella quale si svolgeva il processo fondamentale di determinazione dei rapporti sociali. Occorre dire che il movimento di quegli anni cominció ad avanzare sulla via della sperimentazione tecnologica e comunicativa, e scoprí l'importanza delle specificitá linguistiche proprie delle diverse forme di comunicazione.

Il movimento del '77 percepisce l'imminenza di una trasformazione profondissima nell'organizzazione sociale dell'attivitá umana, e nella qualitá stessa dell'attivitá, percepisce la smaterializzazione del modo produttivo e dei rapporti comunicativi fra gli uomini.

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Il corteo, il fiume di uomini e donne che camminano nella cittá, rappresenta bene questa difesa della dimensione umana, della concretezza urbana.

Ma che senso puó mai avere il corteo in una cittá che non esiste piú, che non si tocca piú nelle strade, che telecomunica senza interagire fisicamente?

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(FRANCO BERARDI BIFO - DELL'INNOCENZA, INTERPRETAZIONE DEL '77 - AGALEV EDIZIONE 1987).



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