Alle future generazioni.
Gli anni '70 furono un laboratorio sociale e culturale, nel quale era tutto in discussione. E quel disordine chiamato disgregazione allora non era che faticosa ricerca di altri mondi possibili.
Ma non avemmo i tempo di fare chiarezza su quello che credevamo. Le piazze erano interdette. Le case perquisite, e tutti cercavano di liberarsi di qualsiasi giornale perché questo poteva diventare oggetto di reato. Come dire il movimento era stato messo fuori gioco dalla repressione, e malgrado fosse impensabile fino ad allora una soluzione militare, questa ultima finí per prevalere. Cancellando quella meravigliosa primavera, e con essa tutti i sogni ed i progetti, tutto ció che era stato sperimentato, vissuto, pensato, viene dimenticato, e quello che é rimasto di quegli anni nella mente di tutti é una grande delusione ed un grande enigma.
Hanno chiamato ogni cosa: anni di piombo.
I trasparenti erano la maggioranza per tutto il tempo in cui il movimento continuó prorompente; poi al convegno del settembre non riuscirono ad invertire la tendenza, ad andare controcorrente: fummo cosí costretti dagli eventi militari alla ricerca di soluzioni non piú collettive ma individuali.
Ed eccoci qua, porca vacca, in un mondo che fa schifo. Tutti gli aposteriori di quella esperienza precedente furono costretti al silenzio. Ed il silenzio perdura.
Non si riusciva ancora, molti non avevano ancor chiaro che l'esperienza vissuta é tutto quello che conta. Dal potere ci si puó solo sottrarre.
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Ma dei nostri desideri, dei nostri progetti o sogni nessuno ne vuole parlare e ne sa nulla.
Pensare é pericoloso, non perché ti arrestano, ma perché puó succedere che non ti capiscano piú.
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(PINO DE MARCH - Yes Before, su At/Traverso del Marzo 87)