0516490872 - Silvia Baraldini

C'é uno strano silenzio dopo cena

sullo schermo l'immagine ferma Silvia

le catene alle caviglie e in una gabbia c'é una luce azzurra

un rettangolo fermo lo spioncino che impasta

musiche e voci monotone dal televisore...

e pensiamo a quel compagno fuori

per tanti anni dentro e ora non piú al nostro fianco

ai domiciliari perché anche i dottori dell'apocalisse

riconoscono il suo stato di piú niente.

Zero assolutamente niente!

ora a casa da solo

rinchiuso in una camera che é il suo e il nostro tormento

un segno indelebile di un tempo la cui potenza del continuo

é maggiore dei quella comune il cui scandire TAC TIC alla rovescia.

E pensiamo a quella sua camera come a una cella

e lui peggio di prima che l'arreda

come dentro fuori tutti i mobili e dentro una branda

perché sappiamo che per lui non c'é piú un senso

o forse solo il simulare una evasione per anni agognata.

E pensiamo dove siete dove siamo

quand'eravamo 1000 10000 100000

é impossibile che fuori non c'é piú nessuno

é impossibile che non si sente piú una voce un rumore un respiro

dove siete ci sentite non vi sento non sento piú nessuno

fuori le sbarre un muro é impossibile che fuori non c'é piú un respiro

non c'é piú nessuno.

C'é un silenzio strano dopo cena e pensiamo che la grande paura é passata chissá

i padroni sono di nuovo sicuri di sé

tornano a sfoggiare i gioielli alla Scala

le pellicce i loro soldi le BMW fra tanta gente indifferente

eppoi le cariche i pestaggi la polizia a proteggerli blindati

come sempre i teppisti in divisa, caschi azzurri e manganelli

e li vedi sempre presenti fare di fabbriche e scuole cimiteri viventi

e cosí ti trasformi trasformando il contorno

liberando la tua mente segue a ruota il corpo che le é intorno

sale dentro poi il senso delle cose

e non ce la fai piú a stare affacciato ad un balcone

e cosí nella mischia ti ritrovi non per gioco

ma perché sale solo la voglia di apparire al mondo

per non morire come neve al sole

trasformati in bravi automi dalla televisione

ma c'é chi dice no c'é chi sfonda il silenzio

c'é chi cerca nella notte di fare un rumore tremendo

assordante dietro quel fumo nero le guardie

e noi a girare tra le fiamme

continuando a lottare dentro da dentro quelle gabbie

infrangendo il silenzio con tutto quanto sulle sbarre

allora decidiamo di fare fiaccolate anche se era complicato

pensavamo a uno spettacolo da fuori tutti quei fuochi tremanti

sul muro nero accanto ai nostri pugni

sul muro nero accanto ai nostri sguardi

da fuori tutti quei fuochi tremanti

sul muro nero accanto a una bandiera

sul muro nero di questa galera

Ma gli unici

che potevano vedere erano solo piccolissimi fari sfreccianti

sull'autostrada lontana indifferenti

o forse un aeroplano su in alto fra i tanti

distinguendo solo il buio fra le rotte di volo dei venti

volando avanti verso cieli immensamente distanti

sopra quei fuochi tremanti.

E pensiamo dove siete dove siamo

quand'eravamo 1000 10000 100000

é impossibile che fuori non c'é piú nessuno

é impossibile che non si sente piú una voce un rumore un respiro

dove siete ci sentite non vi sento non sento piú nessuno

fuori le sbarre un muro é impossibile che fuori non c'é piú un respiro

non c'é piú nessuno.

(.....)

(AK47)



2010 ulisse@lestintorecheamleto.net

1997 www.lestintorecheamleto.net