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Il '77 ha visto l'emergere… |
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Il '77 ha visto l'emergere prepotente di una categoria centrale - la fisicità,
il corpo, i bisogni, i desideri; cioè l'individuo. Con l'individuo, sono venute
alla ribalta le differenze e le particolarità, che cercano di definire il loro
posto dentro un processo collettivo di liberazione. La critica della
politica - intesa come quel processo che eguaglia gli uomini nella
astrazione dello Stato, isolandoli nella concretezza delle loro diversità,
contrapponendosi a ognuno di essi come "interesse generale" che li
domina - è l'immagine sintetica di questo passaggio. Dietro ci stanno, ancora, la rivalutazione della concretezza della vita quotidiana, contro l'astrazione totalitaria dei "grandi ideali"; il rifiuto della subordinazione del presente al futuro; la rivendicazione della materialità della propria esistenza; l'odio per il sacrificio, l'eroismo, la retorica. Non è importante tracciare qui la genealogia di questo immediatismo: c'è l'impronta operaia, radicale ed egualitaria, del "tutto e subito", e il ruolo cruciale del movimento di liberazione della donna; è essenziale - in questo discorso - la rottura, non la continuità, il fatto che per la prima volta questo blocco tematico diviene il punto di aggregazione, il momento di identità di un soggetto politico articolato e potente. (LUCIO CASTELLANO - VIVERE CON LA GUERRIGLIA - 1978)
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1997
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