Si è concluso con il feroce assassinio...
Si è concluso con il feroce assassinio di Moro il
disegno delle Br, di chi le comanda, e di chi le utilizza, che voleva rendere
impossibile l’opposizione di massa, creare consenso alla repressione
antipopolare, spostare a destra l’asse politico in Italia e nel Mediterraneo.
L’apparato repressivo dello Stato, mentre ha dimostrato una “strana” incapacità
a trovare i terroristi, ha scatenato invece un violento attacco contro gli
stessi spazi democratici conquistati dal proletariato in anni di lotte:
perquisizioni e arresti indiscriminati di compagni che non hanno nulla a che
fare con il terrorismo, “caccia alle streghe” contro chi dissente, divieto di
manifestare e aggressioni poliziesche contro chi era pacificamente in piazza
(come è accaduto proprio qui a San Giovanni il 25 aprile).
Intanto i partiti della sinistra, senza neanche discuterle, hanno sostenuto
nuove “leggi speciali” che rendono tutti meno liberi.
Non a caso in questo clima si è potuto verificare l’assassinio da parte della
Mafia del compagno Giuseppe Impastato, capolista di Dp a Cinisi in Sicilia, che
la Digos e la stampa hanno l’ignobile coraggio di presentare come un
suicidio…mediante tritolo!
Il movimento di Roma che quest’anno ha visto cadere uccisi, per mano dei
carabinieri, della Polizia e dei fascisti i compagni Francesco Lo russo,
Giorgiana Masi, Walter Rossi, Roberto Scialabba, Fausto e Iaio, oltre ai tanti
compagni spinti al suicidio, conosce bene il valore enorme della vita umana; per
questo abbiamo compreso la lotta della famiglia Moro che non è riuscita a
rompere la ferrea logica che ha voluto questa morte, e apprezziamo la dignità e
la fermezza con cui ha risposto no al tentativo di strumentalizzare anche i
funerali di Moro per il rafforzamento dello Stato.
Compagni,
questo movimento si è battuto da sempre contro l’infame ricatto di chi ci voleva
schierati o con lo Stato della repressione antipopolare oppure con il terrorismo
e la lotta armata clandestina.
Siamo consapevoli che oggi si tenta di togliere ogni spazio alla lotta di massa,
ma anche del fatto che essa è oggi più che mai necessaria.
Solo la lotta delle masse contro lo Stato dell’oppressione e dello sfruttamento,
per il comunismo, può spezzare la logica di repressione e di morte che il
terrorismo dello Stato e quello dei gruppi armati clandestini, sostenendosi a
vicenda, vorrebbero imporci.
CONTRO LO STATO DELLA REPRESSIONE E IL TERRORISMO
DELLE BR, LOTTA DI MASSA PER IL COMUNISMO!
Il Movimento di Roma (assemblea di Lettere)
Cip 10-05-1978
Piazzale delle Scienze 1