cronologia del '77 

DICEMBRE

GIOVEDÌ 1: a Roma una bottiglia molotov viene lanciata contro la sezione della DC di via Alessandro Macinghi Strozzi, alla Garbatella. Altre bottiglie incendiarie scoppiano contro sedi di ditte straniere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VENERDÌ 2: a Roma si tiene il corteo nazionale dei metalmeccanici. Mentre le organizzazioni MLS, Lc e Dp e “gli 11” confluiscono a Porta San Paolo, l’area autonoma si concentra invece a piazzale della Minerva dentro l’Università per poi unirsi allo spezzone operaio dell’ITALSIDER di Bagnoli. La polizia vieta al corteo autonomo di uscire dall’Università, chiudendolo all’interno. Più tardi 15000 studenti, soprattutto appartenenti a Lotta continua, che si erano riuniti a Porta San Paolo, raggiungono il resto del movimento bloccato alla Sapienza e inizia una difficile assemblea interrotta spesso da contrasti tra l’area autonoma e quella “degli 11”, accusato di aver rotto l’unità. A Torino, nel pomeriggio, quattro giovani fanno irruzione nello studio dello psichiatra Giorgio Coda, già condannato a 5 anni per sevizie ai malati, lo legano ad un termosifone e dopo avergli attaccato un cartello al collo “Le vittime del proletariato non perdonano i loro torturatori'’ e gli sparano quattro colpi di pistola, colpendolo alle gambe e al petto. Coda, dopo essere stato volontario nella repubblica di Salò si è dedicato alla psichiatria: conosciuto come “l’elettricista” nell’ospedale psichiatrico di Collegno di cui era primario, secondo alcune testimonianze processuali una volta aveva legato ad un termosifone un piccolo ricoverato che quando fu liberato presentava ustioni alle gambe e alla schiena.

DOMENICA 4: a Rignano Flaminio, nella notte, un gruppetto di fascisti occupa la piazza centrale del paese in risposta al volantinaggio del giorno precedente di un gruppo di iscritti alla Fgci sull’uccisione di Benedetto Petrone. Armati di un fucile, di catene e bastoni, riconoscono alcuni studenti di sinistra e gli sparano contro. Un carabiniere in borghese accorre per fermarli, ma quelli gli chiedono il tesserino e mentre il militare tira fuori il documento gli cade a terra la pistola, che viene raccolta da uno di loro, che la usa sia contro di lui, sia contro il bar in cui si sono rifugiati gli aggrediti. Un militante del PCI, Tonino Cucusi, viene colpito alla testa. Viene trasportato in coma all’ospedale.

MERCOLEDÌ  7: a Roma, alla vigilia del processo al gruppo di missini per la morte di Walter Rossi, tre neofascisti, a bordo di un’auto, sparano contro un gruppo di giovani di sinistra che stanno affiggendo uno striscione per la libertà dei compagni arrestati all’angolo con piazza Walter Rossi. Altri colpi vengono sparati contro uno dei giovani di sinistra che cerca di inseguirli con una vespa. Poco dopo la loro auto si ribalta e, essendosi fatti medicare in ospedale, per lievi escoriazioni, vengono arrestati e trovati in possesso di una pistola. Nella borgata di Fidene, per le aggressioni di Rignano Flaminio vengono arrestate 11 persone.

GIOVEDÌ 8: a Roma alcuni neofascisti danno fuoco al teatro Parioli, dove si sarebbe dovuta tenere un’assemblea di genitori di sinistra. Nella notte viene compiuto un attentato incendiario contro l’automobile di una professoressa di Ostia. A Messina, verso le 19, viene incendiato dai fascisti un edificio che ospita varie scuole.

VENERDI  9: a Roma, in preparazione del 12 dicembre, si tengono due distinte assemblee del movimento. A Giurisprudenza si riunisce l’area autonoma e a Lettere il “gruppo degli 11”. A Roma un incendio viene appiccato alla sede della DC di via Laurentina.

SABATO 10: a Roma si svolge un corteo di oltre 5.000 femministe, dal Colosseo a piazza S.Maria in Trastevere. Torino viene distrutto da un incendio non rivendicato un grande capannone all’interno degli stabilimenti della FIAT Mirafiori. A Vicenza Prima Linea fa esplodere una carica di tritolo contro la questura. A Milano viene compiuto un esproprio proletario in un negozio di abbigliamento a Sesto San Giovanni.

DOMENICA 11: a Milano, verso le 23,30 una bomba scoppia contro la sede dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino, in corso Sempione. A Milano viene compiuto un altro esproprio proletario ai magazzini “Fulmine” di piazzale Loreto.

LUNEDÌ 12: a Roma la questura vieta il corteo del movimento, che decide concentramenti in decine di piazze. Migliaia di giovani si scontrano con la polizia. Tra Campo de’ fiori e piazza della Chiesa Nuova, dopo aver creato improvvisi assembramenti e blocchi del traffico, i giovani e la polizia si inseguono con lanci di lacrimogeni e di bottiglie incendiarie. Vengono incendiate macchine. Al Tuscolano, in via Acca Larentia e in via Cerveteri vengono attaccate a colpi di molotov due sedi missine. Un “bar di fascisti” vicino al San Leone Magno, una scuola privata in via S. Costanza, viene incendiato dai lanci di molotov e una ragazza di 17 anni che era all’interno resta ustionata. Al Tufello e al quartiere Appio vengono assaltate le sezioni della DC. Oltre 328 i fermati e 7 gli arrestati. Nella palestra della caserma di Castro Pretorio, dove vengono portati la maggior parte dei fermati, i giovani vengono picchiati con i manganelli dagli agenti, che tirano anche dei lacrimogeni nel locale, impedendo loro di uscire. A Roma, verso le 14,15, una bomba esplode nella sede di Democrazia nazionale, al secondo piano di via del Corso 75. Due impiegate trovano l’ordigno fumante davanti alla porta e dopo aver rovesciato sopra ad esso un secchio d’acqua, lo spingono in fondo al pianerottolo facendolo esplodere. Viene distrutto un tratto delle scale. A Roma la Procura rinuncia all’appello contro l’assoluzione di Domenico Velluto, l’agente che uccise Mario Salvi con un colpo di pistola.

MARTEDÌ 13: a Roma viene scoperta una base dei NAP in via Savorelli. A Napoli la NAP Franca Salerno, in avanzato stato di gravidanza, viene ricoverata in una clinica scortata da 10 auto della polizia.

MERCOLEDÌ  14: a Roma nella notte saltano le sezioni della DC a Centocelle e a Donna Olimpia. Al quartiere Tiburtino un attentato colpisce un concessionario FIAT e un centro commerciale. Gli attentati sono rivendicati dai Nuclei comunisti combattenti. A Milano la polizia carica un centinaio di operai della UNIDAL che bloccano i binari e gli ingressi della stazione Centrale per protestare contro i 5.000 licenziamenti in vista e la chiusura dell’industria dolciaria. A Bologna due studenti della Fgci restano feriti dopo scontri con alcuni autonomi che avevano strappato i loro manifesti.

GIOVEDÌ I5: a Roma i fascisti incendiano il cinema “Giardino”, nel quartiere di Montesacro, in cui si proiettava una rassegna di film sovietici. A Milano viene assaltata con lancio di molotov la sede dell’Unione monarchica (danni per 150 milioni). A Viterbo per protestare contro la costruzione della centrale di Montalto di Castro, dopo una occupazione simbolica del municipio, gli abitanti raggiungono, con un corteo di auto, Pian dei Cangani e bloccano i lavori dell’ENEL. A Milano vengono processati i 5 fascisti sanbabibilini che il 25 maggio ’75 uccisero a coltellate uno studente-lavoratore, Alberto Brasili, di 19 anni, e ferirono la fidanzata, Lucia Corna, di 20 anni.

VENERDÌ 16: a Roma nel tardo pomeriggio, in via Gualdo Tadino, cinque giovani con il volto coperto fanno una spesa proletaria in un negozio di abbigliamento. A Sesto San Giovanni viene saccheggiata, per quasi 6 milioni in generi vari, la UPIM di Cologno Monzese.

SABATO 17: a Roma. a piazza Risorgimento, il fratello dell’onorevole Corvisieri di Dp subisce un’aggressione da parte di neofascisti. A Roma. in una conferenza stampa, i militanti dei Comitati Autonomi Operai denunciano come vergognoso il dossier del PCI sui militanti dell’Autonomia. Nel dossier il PCI tratterebbe i militanti autonomi alla stregua degli assassini fascisti. A Roma, in un negozio del quartiere Gianicolense, un gruppo di giovani fa una spesa proletaria. A Roma si svolge una manifestazione di un migliaio di femministe per protestare contro le violenze nella caserma di Castro Pretorio, “per la compagna massacrata di botte dai celerini e costretta ad abortire, per Liliana arrestata che sarà processata da Alibrandi, per tutte le donne picchiate, insultate e costrette a denudarsi con la scusa delle perquisizioni, il movimento femminista di Roma dice no alla violenza delle istituzioni”. A Roma vengono scarcerati 10 degli 11 missini della Balduina arrestati per l’uccisione di Walter Rossi. A Milano nella mattinata, mentre si svolge un corteo delle scuole superiori, viene incendiata ancora la sede dell’Unione Monarchica (UMI), che aveva organizzato una tavola rotonda dal titolo “Quale anticomunismo” che non si è potuta tenere. A Napoli nella notte vengono compiuti due attentati contro caserme della polizia. A Genova viene incendiata una sezione del Pci.

MARTEDÌ 20: a Roma nell’aula I di Giurisprudenza il movimento esprime con una mozione la solidarietà ai compagni dell’autonomia attaccati dal PCI. A Roma in serata viene incendiata dalle BR l’auto del consigliere comunale Ugo Sodano, della Dc. In Svizzera, sulla frontiera con la Francia vengono arrestati dopo una sparatoria Gabrielle Kroechner e Christian Moeller, due tra i 16 militanti della RAF ricercati per il rapimento di Schleyer. Il giorno seguente saranno estradati in Germania. A Torino nella notte un potente ordigno ad orologeria viene fatto esplodere presso una caserma di carabinieri, in corso Umbria, dopo una fitta sparatoria contro il portone dell’edificio. L’attentato viene rivendicato dalle BR.

MERCOLEDÌ 21: a Roma viene arrestato un neofascista del FUAN, Giorgio Gerricone, accusato di aver partecipato al raid del 1 febbraio, in cui fu ferito Guido Bellachioma. A Roma un giovane sui venticinque anni entra nella sezione dell’MSI di via Assarotti, punta la pistola contro il segretario della sezione, ma la pistola si inceppa e lui scappa. A Roma le BR incendiano le auto di tre esponenti della Dc e di CL. A Guidonia tre giovani assaltano i locali della ditta “Pulsar”, specializzata in apparecchiature radio e elettroniche. I giovani lasciano la scritta: “Abbasso il lavoro nero”. A Torino viene compiuto un altro attentato esplosivo contro una caserma di carabinieri, dopo alcuni colpi di pistola contro la porta principale e rivendicato da Prima Linea.

VENERDÌ 23: a Roma i fascisti che già gli avevano bruciato la porta di casa al Villaggio Olimpico, feriscono gravemente, a revolverate, il sedicenne Massimo Di Pilla. Rivendicato da Nucleo fascista rivoluzionario. A Milano condanne miti per i fascisti di S. Babila che uccisero Brasili (18 anni al principale responsabile, Antonio Bega). A Roma Cossiga trasferisce Migliorini promuovendolo ispettore e nominando questore Emanuele De Francesco. A Roma nella notte due giovani restano ustionati mentre preparano un attentato con una pentola a pressione piena di liquido infiammabile.

SABATO 24: a Roma al quartiere Flaminio, in un attentato contro un giornalista del Secolo d’Italia viene ferita la moglie. A Torino, alle Vallette, verso la periferia nord della città, intorno alle 14, un gruppo di quattro persone (tra cui una in divisa da poliziotto) mina con 400 candelotti le strutture del carcere in costruzione, tentando di farlo saltare, ma solo 6 dei 10 ordigni esplodono. L’attentato viene rivendicato da Prima Linea. A Trento, nella notte di Natale, una bomba ad alto potenziale esplode davanti all’ingresso del quotidiano della Dc L’Adige, devastando i locali dell’ufficio diffusione e mandando in frantumi tutti i vetri dell’edificio.

LUNEDÌ 26: a Roma un collaboratore di Radio Città Futura, Roberto La Spada, viene ferito da alcuni colpi di pistola sparati da fascisti. Rivendicato da Giustizia Nazionale Rivoluzionaria. A Milano in mattinata muore a S. Vittore uno studente dell’area autonoma, Mauro Larghi, arrestato il 15 dicembre dopo un inseguimento per le vie del centro insieme ad altri due ragazzi, mentre andavano in giro a disarmare le guardie notturne. La polizia li aveva definiti “Ronda proletaria”.

MARTEDÌ 27: a Roma decine di migliaia di studenti scendono in piazza contro il fascismo e per la chiusura delle sedi dell’MSI. Non ci sono incidenti, a parte un tentativo di esproprio in via del Plebiscito e un saccheggio del bar “Pascucci” in via di Torre Argentina. A Roma tre fascisti a bordo di una “Mini minor” sparano contro la porta della sezione del Pci di Pietralata, la "Mario Alicata”. A Ostia Lido la polizia scopre una base dei NAP, in cui trova documenti da falsificare, attrezzi per la fabbricazione di targhe e molte armi. A Milano secondo gli avvocati di Mauro Larghi, che accusano la questura, il giovane sarebbe morto in carcere per i colpi ricevuti in questura, dopo il suo arresto, dal maresciallo La Vigna.

MERCOLEDÌ  28: a Roma, verso le 8 della mattina, al Portuense, viene ucciso il fascista Angelo Pistoiesi, di 30 anni, che aveva partecipato con Saccucci al raid a Sezze Romano, in cui fu ucciso il giovane comunista, Luigi Di Rosa, e un altro giovane, Antonio Spirito, di Lc, fu gravemente ferito. A Roma, in serata, al quartiere Talenti, un gruppo di fascisti, partiti dalla sede di via Martiny, sparano contro alcuni giovani di sinistra davanti a un bar. Due ragazzi, Alessandro Bruno e Felice Scoppoletti, e una ragazza, Silvia Grugliano, vengono feriti. L’attentato viene rivendicato da Giustizia nazionale rivoluzionaria. A Roma, al quartiere Parioli, esplode un ordigno contro la sede dell’MSI. A Napoli, nel centro della città, una decina di fascisti aggrediscono e feriscono alcuni giovani di sinistra.

GIOVEDÌ 29: a Roma in seguito alla sparatoria del giorno prima, la magistratura ordina la chiusura della sezione MSI di Talenti. A Roma, in serata, da un’auto in corsa vengono sparati dei colpi di pistola contro alcuni giovani di sinistra che stanno uscendo da una trattoria di via della Giuliana. Vengono feriti uno studente del Genovesi, Fernando Di Giacomo, e uno del Fermi, Sebastiano Ciaravel. A Roma i fascisti lanciano una tanica di benzina circondata da stracci di juta, contro l’Accademia di Belle Arti, in piazza Ferro di cavallo, danneggiandone il portone d’ingresso.

VENERDI  30: a Roma i fascisti assaltano con bottiglie incendiarie la sede dell’Espresso e quella del Messaggero. Più tardi rovesciano auto in sosta e aggrediscono i passanti. Due ragazzi vengono feriti da colpi di pistola. La polizia non interviene e in serata fanno anche saltare con cariche esplosive alcune auto in sosta. Intanto alcuni colpi di pistola vengono sparati da una vespa contro un gruppo di giovani davanti alla sezione del Pdup - Manifesto di via Pomponazzi, e una bottiglia incendiaria viene lanciata al deposito ATAC di via della Lega Lombarda. Rivendicata dalla siglia fascista ECA, “Nucleo Mantakas”. A Nuoro, a 12 giorni dal parto cesareo, Franca Salerno viene rinchiusa con il figlio in una cella isolata e non riscaldata. A Saronno. presidiata da centinaia di poliziotti, si svolge una manifestazione per protestare contro la morte in carcere di Mauro Larghi. A Bologna tre giovani rapinano e incendiano l’ufficio della cooperativa “Aurora S.r.l. - attività economiche centralizzate”, lasciando scritte contro il lavoro nero. L’attentato viene rivendicato dai Nuclei comunisti combattenti.

SABATO 31: a Roma i fascisti dell’ECA compiono un attentato ad una centralina della SIP dell’EUR e contro la sezione del Pci di via Catanzaro.

[da "Una sparatoria tranquilla" - Odradek Edizioni] 



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