C’è stato un momento
nel passato recente in cui una generazione, la sua,
la mia, ha tentato di vivere
nell’azzardo, di mandare l’immaginazione
al potere. Un fallimento?
«Era solo sbagliata la formulazione,
perché l’immaginazione è il contrario
del potere. Bisognava dire: l’immaginazione
al posto del potere. In
realtà non ci siamo posti il problema
del potere, costruivamo nell’intervallo
fra due poteri. In quella sospensione
praticavamo le nostre vite,
realizzavamo il nostro programma;
era questo Lotta Continua. Il rivoluzionario
ha due possibilità:
quella del bandito e quella di diventare
capo di governo.
A volte passa per tutte e due le cose,
come Nelson Mandela, come l’attuale
presidente del Brasile, Dilma
Roussef, mia coetanea, ex guerrigliera
che è stata in carcere. Da noi
non è successo niente di simile, siamo
stati una generazione desaparecida,
anche se in modo meno cruento
di quella argentina.Ma considero
valore che quella generazione non
abbia voluto essere ricambio: la classe
dirigente di oggi viene da tutt’altra
parte».Erri De Luca