
cronologia del '77
OTTOBRE

SABATO 1: Cortei in tutta Italia. In tutta Italia si assaltano le sedi dell’Msi. A Roma la polizia chiude le sezioni missine di via Livorno, via Assarotti e via Ottaviano, compie 15 arresti, 30 perquisizioni e numerosi interrogatori tra i fascisti, mentre si accendono le polemiche sul mancato intervento della polizia, presente al momento della morte di Walter Rossi. A Roma nella mattina all’Università si tiene un assemblea all’aperto di diecimila studenti che forma un corteo verso piazza Bologna., mentre un altro corteo, organizzato dalla Fgci, dal Colosseo finisce a piazza SS. Apostoli. Il corteo del movimento svolta da viale Ippocrate verso via Pavia, dove si trova la sezione del FUAN, contro cui vengono lanciate bottiglie incendiarie. La polizia carica il corteo lanciando lacrimogeni, proprio mentre esplode una bomba depositata nella sezione del FUAN. Il corteo prosegue e, all’imbocco di piazza Bologna viene individuato e picchiato un giovane fascista in motorino. Poi, a via Livorno, lo schieramento di giovani fronteggia la polizia che presidia la sede dell’Msi, contro cui vengono lanciati sassi e bottiglie incendiarie. La polizia carica il corteo, ma anche qui, alla seconda carica della polizia, esplode un ordigno piazzato contro la sede fascista. A Roma nel quartiere di Primavalle, in via Assarotti, quattrocento giovani assaltano la sede dell’Msi. Nel pomeriggio la maggioranza del movimento si riunisce a piazza Igea, mentre un altro corteo, organizzato dall’Autonomia, parte da piazza Esedra. A piazza Igea ventimila giovani circa sfilano in corteo.

La sede missina di viale delle Medaglie d’Oro
viene forzata, incendiata e fatta saltare. I due cortei si riuniscono a piazza
del Popolo, dove la manifestazione si conclude pacificamente. In serata, a
piazza Ungheria, vengono sparati alcuni colpi di pistola da un tram, senza
conseguenze, contro un gruppo di missini rifugiati in un bar. Una ventina di
missini, e tutti i passeggeri del tram, vengono fermati dalla polizia, che trova
sul tram due pistole e una decina di bottiglie incendiarie. A Porta San Paolo si
tiene una terza manifestazione, indetta dall’ANPI. A Torino verso le dieci un
corteo di quattromila giovani si forma davanti all’Università e punta verso
la sede dell’Msi e quella della CISNAL, contro cui vengono lanciate bottiglie
incendiarie. Alcune auto vengono bruciate e vengono compiute incursioni in
alcuni negozi del centro. In via Po una trentina di giovani assalta il bar
discoteca “Angelo Azzurro” lanciando molotov e incendiandolo. Un giovane che
è all’interno non riesce a mettersi in salvo e resta gravemente ustionato.
Morirà il giorno seguente. A Milano più di diecimila studenti protestano per
tutto il giorno contro l’assassinio di Walter Rossi. La Statale viene
occupata, viene convocata un’assemblea cittadina e si svolge un lungo corteo
per il centro. Un bar in piazza Diaz viene dato alle fiamme, un negozio di
calzature in via Zebadia viene semidistrutto, cinque giovani ritenuti fascisti
vengono aggrediti. Bottiglie incendiarie vengono lanciate contro l’istituto
privato “Studium”, frequentato da parecchi iscritti al FdG. A Bologna si
tengono in mattinata due cortei. Verso le sei del pomeriggio un corteo di
tremila giovani sfila in via Murri, in uno dei quartieri a più alta densità di
voti missini. Sassi e molotov volano contro il bar “Capo Nord”, che si
incendia. La polizia carica il corteo spaccandolo in due. A Trieste una bomba a
mano, di tipo “Srcm”, da addestramento, viene gettata contro la sede del Pci
di Ponziana. A Bari manifestazione cittadina e assemblea all’Università. Una
carica di tritolo viene fatta esplodere nelle vicinanze di una televisione
privata. A Firenze, a conclusione del corteo che sfila in centro, alcuni gruppi
devastano una quindicina di negozi. A Mestre, nel corso di una sassaiola contro
un negozio, resta ferito un capitano dei carabinieri. A Venezia vengono infrante
le vetrine del “Bar Sport” e qualche militante missino viene ferito nel
corso di una breve sparatoria. A Monza, durante violenti scontri con i fascisti,
vengono arrestati una cinquantina di estremisti di destra. A Cesena da un’auto
vengono lanciate molotov contro la sezione missina. A Brescia viene incendiata
la boutique “Luisa Spagnoli”. A Padova vengono lanciate molotov contro il
caffè “Pedrocchi”.
LUNEDÌ
3: a Roma, in mattinata, i fascisti feriscono a colpi di pistola una giovane
sindacalista del Pci, Patrizia D’Agostini, di 30 anni, operaia dell’Autovox,
sotto la sua abitazione, mentre si sta recando in fabbrica, verso le 7,30, in
via Tuscolana, a poca distanza dalla sede missina di via Noto. A Roma dalle tre
del pomeriggio almeno centomila persone partecipano ai funerali di Walter Rossi,
a San Giovanni. Al termine delle esequie due cortei prendono due direzioni
diverse. In circa ventimila si dirigono verso il Colle Oppio, dove c’è una
famigerata sede missina. Dopo un breve fronteggiamento con i carabinieri, con
sassaiole e lancio di lacrimogeni, il corteo riparte scontrandosi nuovamente con
la polizia a largo Brancaccio. A piazza Tuscolo, invece, dove si dirige il resto
dei manifestanti, viene incendiato un camion dei carabinieri, viene
completamente distrutto un bar frequentato dai fascisti e la sede dell’Msi
viene fatta saltare con tritolo e viene incendiata dai dimostranti. Un agente di
polizia resta ferito alla schiena da un colpo di pistola. Altri scontri si
verificano in via Noto, dove viene assaltata la sede missina. Alcune auto
vengono incendiate in via Merulana.
MARTEDÌ
4: a Roma durante una assemblea studentesca all’Università si ritrova
l’unità antifascista e si decidono iniziative dure contro i fascisti. A Roma
per l’assassinio di Walter Rossi viene arrestato il neofascista Enrico Lenaz,
mentre vengono scarcerati due dei fascisti arrestati nei giorni precedenti.
MERCOLEDÌ
5: a Napoli i fascisti incendiano una libreria del centro. A Messina 77
neofascisti, accusati di ricostituzione del partito fascista, vengono assolti. A
Tokyo sei detenuti politici vengono scarcerati in seguito alle richieste dei
dirottatori della “Armata rossa”, che hanno ottenuto anche i sei milioni di
dollari del riscatto per i 156 passeggeri dell’aereo atterrato in Algeria,
paese che ha accolto i dirottatori e rifiutato al Giappone la loro estradizione.
GIOVEDÌ
6: a Roma il procuratore della repubblica Giovanni De Matteo riapre due delle
sezioni missine, quella di via Livorno e quella di via Assarotti, chiuse il 2
dalla questura di Roma. Intanto Cossiga accusa i dirigenti dell’Msi di
alimentare e coprire le violenze squadriste.
SABATO
8: a Roma vengono denunciati per ricostituzione del partito fascista un
quarantina di militanti missini. A Torino uno studente di 20 anni, Roberto
Peteli, viene aggredito da un gruppo di fascisti.
DOMENICA
9: a Roma. nella notte esplode un ordigno che distrugge le vetrine del bar “Ciampini",
in piazza Pio XI. Un carica di tritolo esplode davanti alla sezione del Fronte
della Gioventù nel quartiere Trieste.
LUNEDÌ
10: a Roma. in via Roccaraso, alla Camiluccia, viene incendiata l’automobile
di un militante di sinistra. A Roma si tiene un convegno del Pci all’istituto
Gramsci, sugli "orientamenti delle nuove generazioni”. A Roma viene
arrestato Mario Appignani, noto fra gli indiani metropolitani come “Cavallo
Pazzo”, mentre spaccia mezzo grammo di hascish a piazza Navona.
MARTEDÌ
11: a Roma un attivista del Pci, Giuseppe Faella, di 43 anni, operaio dell’ATAC,
invalido, viene avvicinato nei pressi della sezione di via Tigrè, al quartiere
Africano, da tre fascisti, che, dopo averlo immobilizzato lo sfregiano tentando
di incidergli sul volto una fiamma tricolore. A Roma vengono arrestati otto
giovani, della zona di piazza Igea, con l’accusa di fabbricazione, detenzione
e porto di materiale esplosivo, dopo che sono stati sorpresi in via Boccea, a
poca distanza da una sezione della Dc, con nove bottiglie di plastica piene di
benzina e sostanze esplosive in macchina. Tra gli arrestati ci sono anche alcuni
giovani che erano sul luogo dell’omicidio di Walter Rossi. A Torino. poco dopo
le 8 di mattina, viene ferito alle gambe dalle BR un funzionario della FIAT,
Rinaldo Camaioni, addetto alle relazioni sindacali. Avrebbe dovuto trattare con
i sindacati una richiesta di 6 turni di lavoro straordinario per 3800 operai
della FIAT Mirafiori addetti alla produzione della 127. A Milano la polizia
compie 43 perquisizioni domiciliari e altrettante comunicazioni giudiziarie
vengono inviate per associazione sovversiva. Vengono spiccate tre denunce a
piede libero e un militante radicale di 17 anni viene arrestato.
MERCOLEDÌ
12: a Roma, il Movimento riunito in assemblea all’Università decide di non
aderire al corteo antifascista convocato dal Comune per il giorno 14. Si sceglie
di scendere in piazza autonomamente. A Roma alcuni giovani di sinistra assaltano
nella mattinata la sezione della Dc a Monte Mario. A Roma viene scoperto un covo
di Avanguardia Nazionale in via Panico 27, dove viene arrestato il neofascista
Roberto Corbiletto. A Frascati, esplode una bomba davanti la sezione dell’Msi.
A Torino 21 denunce vengono spiccate per il giovane morto nel rogo del bar
“Angelo Azzurro”.
GIOVEDÌ
13: a Roma in serata una bottiglia incendiaria viene lanciata contro
l’ambasciata del Brasile a piazza Navona, ma senza procurare danni. A Napoli
cinque giovani fanno irruzione nel “Centro studi aziendali Cenzato” (CESAN)
chiudendo nel bagno le cinque persone presenti e disegnando sulle pareti con una
bomboletta spray una falce e martello, con la scritta “Chiudere con il fuoco i
covi del comando padronale. Prima Linea”. Fuggono dopo aver lanciato alcune
bottiglie incendiarie. A Nicosia: un aereo della Lufthansa con 86 passeggeri a
bordo viene dirottato verso Cipro, dopo aver fatto scalo a Roma. I dirottatori,
che dicono di appartenere al “gruppo Tiger” della RAF, affermano di essere
intervenuti a favore del “commando Siegfried Haussner”, che ha rapito
Schleyer, e chiedono la liberazione di tutti i detenuti politici nella
Repubblica Federale Tedesca e in Turchia.
VENERDI
14: a Roma si svolgono due cortei antifascisti. A San Giovanni circa 50.000
persone partecipano alla manifestazione dei partiti promossa dal Comune, mentre
da piazza Esedra a piazzale Clodio, dalle 17.30 fino a tarda sera, si svolge il
corteo del movimento, con almeno 30.000 persone. Una bomba viene messa nei
pressi della sede del Comitato romano della Dc a piazza Nicosia mentre un altro
ordigno esplode davanti al Tribunale regionale amministrativo. Bottiglie
incendiarie vengono lanciate contro una sede della FIAT e un bar viene
saccheggiato. Al cinema “Adriano” viene rapinato l’incasso della serata
(300.000 lire) e in via della Conciliazione viene lanciata una molotov contro
una volante della polizia.
SABATO
15: a Roma. durante l’assemblea all’Università si registrano divisioni
sull’uso della violenza. A Roma il commissario di polizia della Balduina viene
trasferito in altra zona. A Roma i commercianti chiedono garanzie da parte della
polizia. Si studiano forme particolari di assicurazioni generalizzate il cui
costo, secondo i commercianti, rimarrebbe però elevato. A Bologna, dopo 5 e 4
mesi, vengono scarcerati i due autonomi accusati del presunto sequestro di
Francesco Spisso. A Bonn scade l’ultimatum della RAF mentre l’aereo
dirottato atterra a Dubai.
LUNEDÌ
17: a Mogadiscio. dove è atterrato l’aereo della Lufthansa dirottato dalla
RAF, un reparto di truppe speciali, i “Gsg 9”, inviato dal governo tedesco,
assalta l’aereo uccidendo tutti e quattro i dirottatori e libera gli 86
ostaggi. Dopo l’atterraggio nella capitale somala era stato calato sulla pista
il cadavere del comandante. Intanto le autorità tedesche decidono di aprire un
procedimento penale contro Herbert Kappler. A Roma il neofascista Enrico Lenaz
viene indiziato per l’assalto del 28 settembre a Monteverde.
MARTEDÌ
18: a Stammheim Andreas Baader, Jan Karl Raspe e Gudrun Ensslin, prigionieri
della Rote Armee Fraktion, vengono uccisi nelle loro celle. Un’altra detenuta
della RAF, Ingmard Moeller, resta ferita. Secondo la versione del governo
federale si sarebbero suicidati. Baader si sarebbe ucciso, si verrà a sapere
nei giorni seguenti, con un colpo di pistola alla nuca. Raspe con un colpo di
pistola al cuore. Le autorità non tentano neanche di spiegare il possesso delle
pistole da parte dei detenuti, che da quando è stato rapito Schleyer si
trovavano in isolamento e sotto un controllo costante, anche grazie ad una
apposita legge rapidamente approvata dal Parlamento tedesco. L’autopsia
avviene in assenza degli avvocati difensori. La Ensslin si sarebbe impiccata con
una coperta. La Moeller si sarebbe ferita da sola con un coltello. A Roma,
centinaia di giovani si radunano a piazza Fiume per raggiungere l’ambasciata
tedesca e la Lufthansa per protestare contro la morte dei tre militanti della
Baader-Meinhof. La polizia li disperde usando gas lacrimogeni. A Roma, verso
mezzanotte, viene incendiato il magazzino di una società edilizia in via Luca
Ghini. All’una, a Primavalle, alcuni giovani tentano di dare alle fiamme
l’abitazione di Salvatore Spina, un iscritto all’Msi, ma l’attentato viene
sventato da un metronotte. Alle 7,45 nei pressi dell’ospedale
“Spallanzani” viene tirata una molotov contro una “500”. Il XXII Liceo
scientifico di via Lombroso, a Primavalle, viene completamente distrutto da un
incendio. Gli studenti ritengono responsabili dell’incendio i fascisti
cacciati più volte dalla scuola. A Torino quattro persone, armate e mascherate,
fanno irruzione nella sede dei dirigenti industriali della provincia,
minacciando i presenti con le armi e scrivendo sui muri “Chiudere i covi dei
padroni col fuoco. Prima Linea”. Poi tentano di appiccare il fuoco ai locali.
Vicino Milano, poco dopo mezzanotte, cinque uomini armati fanno incursione
nell’ufficio della polizia ferroviaria della stazione di Rogoredo, disarmano i
due poliziotti e li incatenano a un termosifone. Dopo essersi impossessati delle
loro armi, dei loro tesserini di riconoscimento, delle manette e di una divisa
completa, prendono da un armadio anche due mitra Beretta, una pistola calibro 9
e 150 cartucce. Su un muro lasciano la scritta “G.d.F. [Gruppo di fuoco]
Romano Tognini – Prima Linea” [Romano Tognini, militante di Prima Linea,
venne ucciso l’anno precedente durante un assalto ad un’armeria di Tradate].

MERCOLEDÌ
19: in una strada di Mulhouse, una cittadina all’est della Francia, vicino al
confine tedesco, viene fatto ritrovare il corpo di Schleyer, nel portabagagli di
un’auto. L’annuncio dell’esecuzione del magnate tedesco viene dato al
quotidiano francese Libération: “Dopo 43 giorni abbiamo messo fine
all’esistenza miserabile e corrotta di Hans Martin Schleyer. Schmidt, che nel
suo calcolo di potere ha, fin dall’inizio, speculato sulla morte di Schleyer,
può andare a ritirarlo a Rue Charles Peguy, a Mulhouse, in una Audi 100 verde,
immatricolata ad Amburgo. La sua morte non si può paragonare al nostro dolore
per il massacro di Mogadiscio e di Stammheim. Andreas, Gudrun, Karl, Ingmard e
noi stessi non siamo stupiti dalla drammaturgia fascista degli imperialisti per
distruggere i movimenti di liberazione. Non dimenticheremo mai il sangue versato
da Schmidt e dagli imperialisti che lo sostengono. Il combattimento è appena
cominciato. Libertà attraverso la lotta armata antimperialista. Commando
Siefried Haussner. Rote Armee Fraktion”. A Roma
e in altre città, nella notte, vengono compiuti attentati contro obiettivi e
simboli tedeschi. Poco prima di mezzanotte esplodono ordigni di notevole potenza
contro due concessionari Volkswagen al quartiere Tuscolano e al Lido di Ostia.
Verso le due un boato sveglia gli abitanti del quartiere Trieste, mentre in via
Antonio Bosio, al Nomentano, una bomba distrugge tre locali degli uffici della
“Loyez”, un’impresa di articoli ottici. In via Baldo degli Ubaldi,
all’Aurelio, 200 grammi di tritolo vengono fatti esplodere contro un deposito
di ricambi per auto tedesche Alle 2,20 vengono lanciate alcune bottiglie
incendiarie contro l’accademia tedesca di Villa Massimo. Mezz’ora dopo un
commando dà fuoco alla porta d’ingresso di un autosalone Porsche,
danneggiando alcune auto. Una molotov infine viene lanciata contro un pullman
tedesco. A Livorno, in mattinata, viene sventato il rapimento di Tito Neri, di
24 anni, figlio di uno dei più noti imprenditori portuali della città. Tre dei
quattro rapitori vengono arrestati dopo un inseguimento e un conflitto a fuoco
con un’auto della polizia che passava casualmente sul posto. A Firenze quattro
persone armate fanno irruzione negli uffici del sindacato dei dirigenti
industriali toscani, in via degli Alfani 48 e, dopo aver preso alcuni documenti,
distruggono mobili e suppellettili con una bottiglia incendiaria e tracciano con
una bomboletta spray la scritta “Chiudiamo i centri del comando nemico - Prima
Linea”. A Milano, davanti al Corriere della Sera, un gruppo di dimostranti
chiede di parlare con la direzione per protestare contro alcuni titoli del
Corriere d’informazione. Nell’ingresso del palazzo alcuni dimostranti
prendono copie del giornale e le bruciano. La polizia, visto il fumo e
scambiatolo per un lancio di molotov, usa i lacrimogeni per disperdere il
gruppo, suscitando anche le proteste dei giornalisti per il suo intervento non
richiesto. A Firenze vengono compiuti attentati contro la “Telefunken” e
contro un pullman tedesco. A Padova vengono lanciate molotov contro una
concessionaria BMW. A Milano viene compiuto un attentato contro la Sit-Siemens.
A Torino due ordigni fatti esplodere contro una concessionaria della BMW e
contro un autosalone della Volkswagen vengono rivendicati da Gruppi di azione
rivoluzionaria. A Bologna, alle 0.15, viene compiuto un attentato contro la “Infotex”,
un negozio di fotocopiatrici; due ore dopo un altro attentato viene compiuto
contro una concessionaria Porsche-Volkswagen. A Saronno vengono lanciate molotov
contro una concessionaria BMW-Innocenti, e colpi di pistola vengono sparati
sulle vetrine. A Siena vengono compiuti due attentati contro concessionarie di
auto tedesche. A Livorno viene compiuto un attentato contro la Mercedes. A
Venezia la porta del Consolato tedesco viene bruciata con benzina. A S.
Margherita Ligure un’auto di grossa cilindrata, appartenente a un giornalista
tedesco, viene spinta in mare.
GIOVEDÌ
20: a Roma viene vietata dalla questura la manifestazione indetta dal movimento
per protestare “contro l’assassinio dei compagni tedeschi”. Per impedire
la manifestazione intervengono anche il Pci e la giunta di sinistra. Dopo
un’assemblea, il movimento rompe l’accerchiamento che la polizia ha disposto
intorno alla città universitaria. Mentre cerca di raggiungere l’ambasciata
tedesca, una parte del movimento assalta il commissariato di San Lorenzo, dove
tenta di fare una barricata dando fuoco ad un pullman. La polizia spara dalle
finestre e i manifestanti rispondono al fuoco prima di essere dispersi. Alle 19
circa il quartiere viene completamente circondato da polizia e carabinieri, ma
viene dato un secondo assalto al commissariato. Intanto un TIR tedesco viene
attaccato allo Scalo San Lorenzo e un camion dei carabinieri viene colpito da
una bottiglia incendiaria a piazza Santa Croce in Gerusalemme. Una
concessionaria della Volkswagen viene colpita da alcune bottiglie incendiarie.
Molotov vengono lanciate anche contro la FIAT di viale Manzoni. In serata la
polizia esegue dei rastrellamenti e molti giovani fermati vengono malmenati
dalla polizia. Vicino Milano, a Pero, viene arrestato un operaio dell’Alfa di
Arese, Sandro Meloni di 20 anni, quarto uomo del gruppo che ha tentato di rapire
il figlio di un imprenditore portuale di Livorno. Farebbero tutti parte del
gruppo Azione rivoluzionaria. A Bonn si dimette Traugott Bender, il ministro
della giustizia del Baden-Wiirttemberg. A Bonn la città è occupata dalle forze
dell’ordine che danno la caccia ai 16 rapitori di Schleyer, che il capo
dell’antiterrorismo Boeden dichiara di aver identificato. A Berlino vengono
lanciate molotov contro la sede del partito socialdemocratico mentre le vetrine
di una banca vengono infrante e vengono lanciati volantini per denunciare
l’assassinio di Baader, Raspe e Ensslin. Ad Amsterdam la polizia arresta due
giovani sorpresi mentre tentano di appiccare il fuoco al consolato della
repubblica federale tedesca. Ad Atene Christos Kassimis, un giovane di sinistra
ferito in uno scontro a fuoco con la polizia, muore nella notte con altre due
persone su un’auto carica di esplosivo, vicino all’industria tedesca
“AEG”.
VENERDÌ
21: a Roma i giudici Infelisi e Marrone emettono 63 avvisi di reato contro
neofascisti dell’MSI. A Trento poco dopo mezzanotte due molotov vengono
lanciate contro la concessionaria Volkswagen di via Piave e due auto vengono
distrutte dalle fiamme. Nel pomeriggio un pullman turistico tedesco viene
incendiato nel centro della città. A Vicenza una carica di tritolo viene fatta
esplodere e provoca un incendio negli uffici della “Mercedes” in viale
Trissino, mentre tre bottiglie incendiarie vengono lanciate contro una
concessionaria Volkswagen. A San Sebastien due bombe vengono lanciate nella
notte contro il consolato della Repubblica federale tedesca. L’attentato viene
rivendicato da un “comando anarchico” al giornale locale La Voz de Espana.
SABATO
22: a Roma viene scarcerato il missino Enrico Lenaz, per mancanza di indizi. A
Bologna viene liberato Massimo Tramontani, l’ex carabiniere accusato
dell’omicidio di Lorusso. A Milano un corteo di duemila giovani, indetto dai
Comitati antifascisti per protestare contro l’inaugurazione di una sede
dell’Msi in via Cadore, si conclude con alcuni assalti, nei quali vengono
tirate giù a sassate le vetrine della TWA, la discoteca “Fitzgerald” di
corso Europa e il ritrovo “Safari” vengono incendiati. Quasi
contemporaneamente un altro gruppetto arriva davanti al consolato dell’Equador,
per protestare contro l’uccisione di oltre 100 operai da parte della polizia,
avvenuta a Guayaquil dopo l’occupazione di uno zuccherificio. La mercedes del
console viene data alle fiamme, e anche la palazzina del consolato, in via
Buenos Aires 23, viene incendiata a colpi di molotov. A Palermo, nel corso di
scontri tra polizia e manifestanti, nella zona del mercato della “Vucciria”,
22 persone restano ferite, 4 tra i dimostranti e 18 tra gli agenti. Nella notte,
sempre a Palermo, una pattuglia di agenti sventa un attentato alle officine
Volkswagen, rivendicato da un “Gruppo Baader-Meinhof’. La stessa sigla
rivendica un altro attentato, avvenuto nelle due centrali di trasformazione
dell’ENEL all’interno delle cementerie siciliane di Isola delle Femmine.
DOMENICA
23: a Milano, verso le 11 di mattina, le BR (colonna Walter Alasia) sparano otto
colpi di pistola alle gambe contro un consigliere comunale della DC, Carlo
Vincenzo Arienti, di 31 anni.
LUNEDÌ
24: a Trieste guerriglia con lanci di molotov contro una sede della DC, contro
la casa di un consigliere dell’Msi e contro un magazzino di ricambi della casa
tedesca “Grundig”. Gli attentati vengono rivendicati con scritte a vernice
su un muro da Ronda proletaria. A Cagliari i militari tedeschi di stanza in
Sardegna nei reparti NATO vengono ripetutamente insultati e le loro auto vengono
danneggiate gravemente. A Como viene trovata nella sede della “Audi” una
bomba da un chilo di tritolo, inesplosa.
MARTEDÌ
25: a Roma, vengono compiuti tre attentati contro concessionarie di auto della
Germania Federale. Due molotov vengono lanciate contro le vetrine della
Volkswagen di piazza dell’Emporio, al quartiere Testaccio. A Torino, nella
mattina, il consigliere della Dc Antonio Cocozzello viene colpito da sei colpi
di pistola sparati dalle BR. A Trento alla periferia della città vengono fatti
esplodere dei candelotti di dinamite contro una concessionaria della Volkswagen,
distruggendo un’auto e i vetri del negozio. Contemporaneamente vengono
lanciate due molotov nel giardino di Fritz Heinrich, dirigente della società
tedesca Brinkmann. A Potenza vengono lanciate bottiglie incendiarie contro
l’auto del sindaco e la casa di un consigliere regionale, entrambi della Dc.
MERCOLEDÌ
26: a Roma. si susseguono attentati contro sedi di società tedesche.
GIOVEDÌ
27: a Roma le femministe dell’MLD manifestano in alcune piazze per protestare
contro l’aggressione subita giorni prima da una quattordicenne, colpita da un
giovane con una catena mentre entrava nella ex pretura occupata, e che rischia
di perdere un occhio. A Stoccarda si tengono i funerali di Baader, Raspe e
Ensslin, nel piccolo cimitero di Dornhalden. Un migliaio di persone, molte con i
visi coperti da fazzoletti partecipano alla manifestazione che viene circondata
da un triplo schieramento di polizia e si trasforma in un enorme posto di
blocco, con perquisizione e schedatura generale. A Milano viene scarcerato
l’avvocato Cappelli, arrestato insieme all’avvocato Spazzali per
“associazione sovversiva”. A Genova le BR incendiano le auto di 5 esponenti
della Dc.
VENERDI
28: a Roma, viene dato fuoco al portone dei locali che ospitano il
Comitato Mario Salvi.
SABATO
29: a Milano 400 militanti del]’Autonomia manifestano contro l’aumento dei
biglietti del tram. A Milano vengono scarcerati due dei militanti di sinistra,
tra cui un redattore di Controinformazione, arrestati il 19 ottobre. Gli altri
due restano in carcere. A Cagliari un deposito collegato alla “Telefunken”
viene colpito da alcune molotov. A Torino, nella notte, un giovane autonomo di
22 anni, Rocco Sardone, muore dilaniato da una bomba mentre si accinge a
compiere un attentato contro la concessionaria Audi-Nsu di via Viterbo.
DOMENICA
30: a Roma, due giovani in motorino lanciano un ordigno esplosivo contro la
sezione dell’Msi di via Assarotti. Un altro attentato colpisce la sede della
Dc di via Ottoboni a Collatina.
LUNEDÌ
31: a Roma, sul Lungotevere delle Navi, presso il monumento a Matteotti, due
neofascisti vengono arrestati e trovati in possesso di ordigni esplosivi.
[da "Una sparatoria tranquilla" - Odradek Edizioni]
