cronologia del '77 

OTTOBRE

 

SABATO 1: Cortei in tutta Italia. In tutta Italia si assaltano le sedi dell’Msi. A Roma la polizia chiude le sezioni missine di via Livorno, via Assarotti e via Ottaviano, compie 15 arresti, 30 perquisizioni e numerosi interrogatori tra i fascisti, mentre si accendono le polemiche sul mancato intervento della polizia, presente al momento della morte di Walter Rossi. A Roma nella mattina all’Università si tiene un assemblea all’aperto di diecimila studenti che forma un corteo verso piazza Bologna., mentre un altro corteo, organizzato dalla Fgci, dal Colosseo finisce a piazza SS. Apostoli. Il corteo del movimento svolta da viale Ippocrate verso via Pavia, dove si trova la sezione del FUAN, contro cui vengono lanciate bottiglie incendiarie. La polizia carica il corteo lanciando lacrimogeni, proprio mentre esplode una bomba depositata nella sezione del FUAN. Il corteo prosegue e, all’imbocco di piazza Bologna viene individuato e picchiato un giovane fascista in motorino. Poi, a via Livorno, lo schieramento di giovani fronteggia la polizia che presidia la sede dell’Msi, contro cui vengono lanciati sassi e bottiglie incendiarie. La polizia carica il corteo, ma anche qui, alla seconda carica della polizia, esplode un ordigno piazzato contro la sede fascista. A Roma nel quartiere di Primavalle, in via Assarotti, quattrocento giovani assaltano la sede dell’Msi. Nel pomeriggio la maggioranza del movimento si riunisce a piazza Igea, mentre un altro corteo, organizzato dall’Autonomia, parte da piazza Esedra. A piazza Igea ventimila giovani circa sfilano in corteo.

 

La sede missina di viale delle Medaglie d’Oro viene forzata, incendiata e fatta saltare. I due cortei si riuniscono a piazza del Popolo, dove la manifestazione si conclude pacificamente. In serata, a piazza Ungheria, vengono sparati alcuni colpi di pistola da un tram, senza conseguenze, contro un gruppo di missini rifugiati in un bar. Una ventina di missini, e tutti i passeggeri del tram, vengono fermati dalla polizia, che trova sul tram due pistole e una decina di bottiglie incendiarie. A Porta San Paolo si tiene una terza manifestazione, indetta dall’ANPI. A Torino verso le dieci un corteo di quattromila giovani si forma davanti all’Università e punta verso la sede dell’Msi e quella della CISNAL, contro cui vengono lanciate bottiglie incendiarie. Alcune auto vengono bruciate e vengono compiute incursioni in alcuni negozi del centro. In via Po una trentina di giovani assalta il bar discoteca “Angelo Azzurro” lanciando molotov e incendiandolo. Un giovane che è all’interno non riesce a mettersi in salvo e resta gravemente ustionato. Morirà il giorno seguente. A Milano più di diecimila studenti protestano per tutto il giorno contro l’assassinio di Walter Rossi. La Statale viene occupata, viene convocata un’assemblea cittadina e si svolge un lungo corteo per il centro. Un bar in piazza Diaz viene dato alle fiamme, un negozio di calzature in via Zebadia viene semidistrutto, cinque giovani ritenuti fascisti vengono aggrediti. Bottiglie incendiarie vengono lanciate contro l’istituto privato “Studium”, frequentato da parecchi iscritti al FdG. A Bologna si tengono in mattinata due cortei. Verso le sei del pomeriggio un corteo di tremila giovani sfila in via Murri, in uno dei quartieri a più alta densità di voti missini. Sassi e molotov volano contro il bar “Capo Nord”, che si incendia. La polizia carica il corteo spaccandolo in due. A Trieste una bomba a mano, di tipo “Srcm”, da addestramento, viene gettata contro la sede del Pci di Ponziana. A Bari manifestazione cittadina e assemblea all’Università. Una carica di tritolo viene fatta esplodere nelle vicinanze di una televisione privata. A Firenze, a conclusione del corteo che sfila in centro, alcuni gruppi devastano una quindicina di negozi. A Mestre, nel corso di una sassaiola contro un negozio, resta ferito un capitano dei carabinieri. A Venezia vengono infrante le vetrine del “Bar Sport” e qualche militante missino viene ferito nel corso di una breve sparatoria. A Monza, durante violenti scontri con i fascisti, vengono arrestati una cinquantina di estremisti di destra. A Cesena da un’auto vengono lanciate molotov contro la sezione missina. A Brescia viene incendiata la boutique “Luisa Spagnoli”. A Padova vengono lanciate molotov contro il caffè “Pedrocchi”.

LUNEDÌ 3: a Roma, in mattinata, i fascisti feriscono a colpi di pistola una giovane sindacalista del Pci, Patrizia D’Agostini, di 30 anni, operaia dell’Autovox, sotto la sua abitazione, mentre si sta recando in fabbrica, verso le 7,30, in via Tuscolana, a poca distanza dalla sede missina di via Noto. A Roma dalle tre del pomeriggio almeno centomila persone partecipano ai funerali di Walter Rossi, a San Giovanni. Al termine delle esequie due cortei prendono due direzioni diverse. In circa ventimila si dirigono verso il Colle Oppio, dove c’è una famigerata sede missina. Dopo un breve fronteggiamento con i carabinieri, con sassaiole e lancio di lacrimogeni, il corteo riparte scontrandosi nuovamente con la polizia a largo Brancaccio. A piazza Tuscolo, invece, dove si dirige il resto dei manifestanti, viene incendiato un camion dei carabinieri, viene completamente distrutto un bar frequentato dai fascisti e la sede dell’Msi viene fatta saltare con tritolo e viene incendiata dai dimostranti. Un agente di polizia resta ferito alla schiena da un colpo di pistola. Altri scontri si verificano in via Noto, dove viene assaltata la sede missina. Alcune auto vengono incendiate in via Merulana.

MARTEDÌ 4: a Roma durante una assemblea studentesca all’Università si ritrova l’unità antifascista e si decidono iniziative dure contro i fascisti. A Roma per l’assassinio di Walter Rossi viene arrestato il neofascista Enrico Lenaz, mentre vengono scarcerati due dei fascisti arrestati nei giorni precedenti.

MERCOLEDÌ  5: a Napoli i fascisti incendiano una libreria del centro. A Messina 77 neofascisti, accusati di ricostituzione del partito fascista, vengono assolti. A Tokyo sei detenuti politici vengono scarcerati in seguito alle richieste dei dirottatori della “Armata rossa”, che hanno ottenuto anche i sei milioni di dollari del riscatto per i 156 passeggeri dell’aereo atterrato in Algeria, paese che ha accolto i dirottatori e rifiutato al Giappone la loro estradizione.

GIOVEDÌ 6: a Roma il procuratore della repubblica Giovanni De Matteo riapre due delle sezioni missine, quella di via Livorno e quella di via Assarotti, chiuse il 2 dalla questura di Roma. Intanto Cossiga accusa i dirigenti dell’Msi di alimentare e coprire le violenze squadriste.

SABATO 8: a Roma vengono denunciati per ricostituzione del partito fascista un quarantina di militanti missini. A Torino uno studente di 20 anni, Roberto Peteli, viene aggredito da un gruppo di fascisti.

DOMENICA 9: a Roma. nella notte esplode un ordigno che distrugge le vetrine del bar “Ciampini", in piazza Pio XI. Un carica di tritolo esplode davanti alla sezione del Fronte della Gioventù nel quartiere Trieste.

LUNEDÌ 10: a Roma. in via Roccaraso, alla Camiluccia, viene incendiata l’automobile di un militante di sinistra. A Roma si tiene un convegno del Pci all’istituto Gramsci, sugli "orientamenti delle nuove generazioni”. A Roma viene arrestato Mario Appignani, noto fra gli indiani metropolitani come “Cavallo Pazzo”, mentre spaccia mezzo grammo di hascish a piazza Navona.

MARTEDÌ 11: a Roma un attivista del Pci, Giuseppe Faella, di 43 anni, operaio dell’ATAC, invalido, viene avvicinato nei pressi della sezione di via Tigrè, al quartiere Africano, da tre fascisti, che, dopo averlo immobilizzato lo sfregiano tentando di incidergli sul volto una fiamma tricolore. A Roma vengono arrestati otto giovani, della zona di piazza Igea, con l’accusa di fabbricazione, detenzione e porto di materiale esplosivo, dopo che sono stati sorpresi in via Boccea, a poca distanza da una sezione della Dc, con nove bottiglie di plastica piene di benzina e sostanze esplosive in macchina. Tra gli arrestati ci sono anche alcuni giovani che erano sul luogo dell’omicidio di Walter Rossi. A Torino. poco dopo le 8 di mattina, viene ferito alle gambe dalle BR un funzionario della FIAT, Rinaldo Camaioni, addetto alle relazioni sindacali. Avrebbe dovuto trattare con i sindacati una richiesta di 6 turni di lavoro straordinario per 3800 operai della FIAT Mirafiori addetti alla produzione della 127. A Milano la polizia compie 43 perquisizioni domiciliari e altrettante comunicazioni giudiziarie vengono inviate per associazione sovversiva. Vengono spiccate tre denunce a piede libero e un militante radicale di 17 anni viene arrestato.

MERCOLEDÌ 12: a Roma, il Movimento riunito in assemblea all’Università decide di non aderire al corteo antifascista convocato dal Comune per il giorno 14. Si sceglie di scendere in piazza autonomamente. A Roma alcuni giovani di sinistra assaltano nella mattinata la sezione della Dc a Monte Mario. A Roma viene scoperto un covo di Avanguardia Nazionale in via Panico 27, dove viene arrestato il neofascista Roberto Corbiletto. A Frascati, esplode una bomba davanti la sezione dell’Msi. A Torino 21 denunce vengono spiccate per il giovane morto nel rogo del bar “Angelo Azzurro”.

GIOVEDÌ 13: a Roma in serata una bottiglia incendiaria viene lanciata contro l’ambasciata del Brasile a piazza Navona, ma senza procurare danni. A Napoli cinque giovani fanno irruzione nel “Centro studi aziendali Cenzato” (CESAN) chiudendo nel bagno le cinque persone presenti e disegnando sulle pareti con una bomboletta spray una falce e martello, con la scritta “Chiudere con il fuoco i covi del comando padronale. Prima Linea”. Fuggono dopo aver lanciato alcune bottiglie incendiarie. A Nicosia: un aereo della Lufthansa con 86 passeggeri a bordo viene dirottato verso Cipro, dopo aver fatto scalo a Roma. I dirottatori, che dicono di appartenere al “gruppo Tiger” della RAF, affermano di essere intervenuti a favore del “commando Siegfried Haussner”, che ha rapito Schleyer, e chiedono la liberazione di tutti i detenuti politici nella Repubblica Federale Tedesca e in Turchia.

VENERDI 14: a Roma si svolgono due cortei antifascisti. A San Giovanni circa 50.000 persone partecipano alla manifestazione dei partiti promossa dal Comune, mentre da piazza Esedra a piazzale Clodio, dalle 17.30 fino a tarda sera, si svolge il corteo del movimento, con almeno 30.000 persone. Una bomba viene messa nei pressi della sede del Comitato romano della Dc a piazza Nicosia mentre un altro ordigno esplode davanti al Tribunale regionale amministrativo. Bottiglie incendiarie vengono lanciate contro una sede della FIAT e un bar viene saccheggiato. Al cinema “Adriano” viene rapinato l’incasso della serata (300.000 lire) e in via della Conciliazione viene lanciata una molotov contro una volante della polizia.

SABATO 15: a Roma. durante l’assemblea all’Università si registrano divisioni sull’uso della violenza. A Roma il commissario di polizia della Balduina viene trasferito in altra zona. A Roma i commercianti chiedono garanzie da parte della polizia. Si studiano forme particolari di assicurazioni generalizzate il cui costo, secondo i commercianti, rimarrebbe però elevato. A Bologna, dopo 5 e 4 mesi, vengono scarcerati i due autonomi accusati del presunto sequestro di Francesco Spisso. A Bonn scade l’ultimatum della RAF mentre l’aereo dirottato atterra a Dubai.

LUNEDÌ 17: a Mogadiscio. dove è atterrato l’aereo della Lufthansa dirottato dalla RAF, un reparto di truppe speciali, i “Gsg 9”, inviato dal governo tedesco, assalta l’aereo uccidendo tutti e quattro i dirottatori e libera gli 86 ostaggi. Dopo l’atterraggio nella capitale somala era stato calato sulla pista il cadavere del comandante. Intanto le autorità tedesche decidono di aprire un procedimento penale contro Herbert Kappler. A Roma il neofascista Enrico Lenaz viene indiziato per l’assalto del 28 settembre a Monteverde.

MARTEDÌ 18: a Stammheim Andreas Baader, Jan Karl Raspe e Gudrun Ensslin, prigionieri della Rote Armee Fraktion, vengono uccisi nelle loro celle. Un’altra detenuta della RAF, Ingmard Moeller, resta ferita. Secondo la versione del governo federale si sarebbero suicidati. Baader si sarebbe ucciso, si verrà a sapere nei giorni seguenti, con un colpo di pistola alla nuca. Raspe con un colpo di pistola al cuore. Le autorità non tentano neanche di spiegare il possesso delle pistole da parte dei detenuti, che da quando è stato rapito Schleyer si trovavano in isolamento e sotto un controllo costante, anche grazie ad una apposita legge rapidamente approvata dal Parlamento tedesco. L’autopsia avviene in assenza degli avvocati difensori. La Ensslin si sarebbe impiccata con una coperta. La Moeller si sarebbe ferita da sola con un coltello. A Roma, centinaia di giovani si radunano a piazza Fiume per raggiungere l’ambasciata tedesca e la Lufthansa per protestare contro la morte dei tre militanti della Baader-Meinhof. La polizia li disperde usando gas lacrimogeni. A Roma, verso mezzanotte, viene incendiato il magazzino di una società edilizia in via Luca Ghini. All’una, a Primavalle, alcuni giovani tentano di dare alle fiamme l’abitazione di Salvatore Spina, un iscritto all’Msi, ma l’attentato viene sventato da un metronotte. Alle 7,45 nei pressi dell’ospedale “Spallanzani” viene tirata una molotov contro una “500”. Il XXII Liceo scientifico di via Lombroso, a Primavalle, viene completamente distrutto da un incendio. Gli studenti ritengono responsabili dell’incendio i fascisti cacciati più volte dalla scuola. A Torino quattro persone, armate e mascherate, fanno irruzione nella sede dei dirigenti industriali della provincia, minacciando i presenti con le armi e scrivendo sui muri “Chiudere i covi dei padroni col fuoco. Prima Linea”. Poi tentano di appiccare il fuoco ai locali. Vicino Milano, poco dopo mezzanotte, cinque uomini armati fanno incursione nell’ufficio della polizia ferroviaria della stazione di Rogoredo, disarmano i due poliziotti e li incatenano a un termosifone. Dopo essersi impossessati delle loro armi, dei loro tesserini di riconoscimento, delle manette e di una divisa completa, prendono da un armadio anche due mitra Beretta, una pistola calibro 9 e 150 cartucce. Su un muro lasciano la scritta “G.d.F. [Gruppo di fuoco] Romano Tognini – Prima Linea” [Romano Tognini, militante di Prima Linea, venne ucciso l’anno precedente durante un assalto ad un’armeria di Tradate].

MERCOLEDÌ  19: in una strada di Mulhouse, una cittadina all’est della Francia, vicino al confine tedesco, viene fatto ritrovare il corpo di Schleyer, nel portabagagli di un’auto. L’annuncio dell’esecuzione del magnate tedesco viene dato al quotidiano francese Libération: “Dopo 43 giorni abbiamo messo fine all’esistenza miserabile e corrotta di Hans Martin Schleyer. Schmidt, che nel suo calcolo di potere ha, fin dall’inizio, speculato sulla morte di Schleyer, può andare a ritirarlo a Rue Charles Peguy, a Mulhouse, in una Audi 100 verde, immatricolata ad Amburgo. La sua morte non si può paragonare al nostro dolore per il massacro di Mogadiscio e di Stammheim. Andreas, Gudrun, Karl, Ingmard e noi stessi non siamo stupiti dalla drammaturgia fascista degli imperialisti per distruggere i movimenti di liberazione. Non dimenticheremo mai il sangue versato da Schmidt e dagli imperialisti che lo sostengono. Il combattimento è appena cominciato. Libertà attraverso la lotta armata antimperialista. Commando Siefried Haussner. Rote Armee Fraktion”. A Roma e in altre città, nella notte, vengono compiuti attentati contro obiettivi e simboli tedeschi. Poco prima di mezzanotte esplodono ordigni di notevole potenza contro due concessionari Volkswagen al quartiere Tuscolano e al Lido di Ostia. Verso le due un boato sveglia gli abitanti del quartiere Trieste, mentre in via Antonio Bosio, al Nomentano, una bomba distrugge tre locali degli uffici della “Loyez”, un’impresa di articoli ottici. In via Baldo degli Ubaldi, all’Aurelio, 200 grammi di tritolo vengono fatti esplodere contro un deposito di ricambi per auto tedesche Alle 2,20 vengono lanciate alcune bottiglie incendiarie contro l’accademia tedesca di Villa Massimo. Mezz’ora dopo un commando dà fuoco alla porta d’ingresso di un autosalone Porsche, danneggiando alcune auto. Una molotov infine viene lanciata contro un pullman tedesco. A Livorno, in mattinata, viene sventato il rapimento di Tito Neri, di 24 anni, figlio di uno dei più noti imprenditori portuali della città. Tre dei quattro rapitori vengono arrestati dopo un inseguimento e un conflitto a fuoco con un’auto della polizia che passava casualmente sul posto. A Firenze quattro persone armate fanno irruzione negli uffici del sindacato dei dirigenti industriali toscani, in via degli Alfani 48 e, dopo aver preso alcuni documenti, distruggono mobili e suppellettili con una bottiglia incendiaria e tracciano con una bomboletta spray la scritta “Chiudiamo i centri del comando nemico - Prima Linea”. A Milano, davanti al Corriere della Sera, un gruppo di dimostranti chiede di parlare con la direzione per protestare contro alcuni titoli del Corriere d’informazione. Nell’ingresso del palazzo alcuni dimostranti prendono copie del giornale e le bruciano. La polizia, visto il fumo e scambiatolo per un lancio di molotov, usa i lacrimogeni per disperdere il gruppo, suscitando anche le proteste dei giornalisti per il suo intervento non richiesto. A Firenze vengono compiuti attentati contro la “Telefunken” e contro un pullman tedesco. A Padova vengono lanciate molotov contro una concessionaria BMW. A Milano viene compiuto un attentato contro la Sit-Siemens. A Torino due ordigni fatti esplodere contro una concessionaria della BMW e contro un autosalone della Volkswagen vengono rivendicati da Gruppi di azione rivoluzionaria. A Bologna, alle 0.15, viene compiuto un attentato contro la “Infotex”, un negozio di fotocopiatrici; due ore dopo un altro attentato viene compiuto contro una concessionaria Porsche-Volkswagen. A Saronno vengono lanciate molotov contro una concessionaria BMW-Innocenti, e colpi di pistola vengono sparati sulle vetrine. A Siena vengono compiuti due attentati contro concessionarie di auto tedesche. A Livorno viene compiuto un attentato contro la Mercedes. A Venezia la porta del Consolato tedesco viene bruciata con benzina. A S. Margherita Ligure un’auto di grossa cilindrata, appartenente a un giornalista tedesco, viene spinta in mare.

GIOVEDÌ 20: a Roma viene vietata dalla questura la manifestazione indetta dal movimento per protestare “contro l’assassinio dei compagni tedeschi”. Per impedire la manifestazione intervengono anche il Pci e la giunta di sinistra. Dopo un’assemblea, il movimento rompe l’accerchiamento che la polizia ha disposto intorno alla città universitaria. Mentre cerca di raggiungere l’ambasciata tedesca, una parte del movimento assalta il commissariato di San Lorenzo, dove tenta di fare una barricata dando fuoco ad un pullman. La polizia spara dalle finestre e i manifestanti rispondono al fuoco prima di essere dispersi. Alle 19 circa il quartiere viene completamente circondato da polizia e carabinieri, ma viene dato un secondo assalto al commissariato. Intanto un TIR tedesco viene attaccato allo Scalo San Lorenzo e un camion dei carabinieri viene colpito da una bottiglia incendiaria a piazza Santa Croce in Gerusalemme. Una concessionaria della Volkswagen viene colpita da alcune bottiglie incendiarie. Molotov vengono lanciate anche contro la FIAT di viale Manzoni. In serata la polizia esegue dei rastrellamenti e molti giovani fermati vengono malmenati dalla polizia. Vicino Milano, a Pero, viene arrestato un operaio dell’Alfa di Arese, Sandro Meloni di 20 anni, quarto uomo del gruppo che ha tentato di rapire il figlio di un imprenditore portuale di Livorno. Farebbero tutti parte del gruppo Azione rivoluzionaria. A Bonn si dimette Traugott Bender, il ministro della giustizia del Baden-Wiirttemberg. A Bonn la città è occupata dalle forze dell’ordine che danno la caccia ai 16 rapitori di Schleyer, che il capo dell’antiterrorismo Boeden dichiara di aver identificato. A Berlino vengono lanciate molotov contro la sede del partito socialdemocratico mentre le vetrine di una banca vengono infrante e vengono lanciati volantini per denunciare l’assassinio di Baader, Raspe e Ensslin. Ad Amsterdam la polizia arresta due giovani sorpresi mentre tentano di appiccare il fuoco al consolato della repubblica federale tedesca. Ad Atene Christos Kassimis, un giovane di sinistra ferito in uno scontro a fuoco con la polizia, muore nella notte con altre due persone su un’auto carica di esplosivo, vicino all’industria tedesca “AEG”.

VENERDÌ 21: a Roma i giudici Infelisi e Marrone emettono 63 avvisi di reato contro neofascisti dell’MSI. A Trento poco dopo mezzanotte due molotov vengono lanciate contro la concessionaria Volkswagen di via Piave e due auto vengono distrutte dalle fiamme. Nel pomeriggio un pullman turistico tedesco viene incendiato nel centro della città. A Vicenza una carica di tritolo viene fatta esplodere e provoca un incendio negli uffici della “Mercedes” in viale Trissino, mentre tre bottiglie incendiarie vengono lanciate contro una concessionaria Volkswagen. A San Sebastien due bombe vengono lanciate nella notte contro il consolato della Repubblica federale tedesca. L’attentato viene rivendicato da un “comando anarchico” al giornale locale La Voz de Espana.

SABATO 22: a Roma viene scarcerato il missino Enrico Lenaz, per mancanza di indizi. A Bologna viene liberato Massimo Tramontani, l’ex carabiniere accusato dell’omicidio di Lorusso. A Milano un corteo di duemila giovani, indetto dai Comitati antifascisti per protestare contro l’inaugurazione di una sede dell’Msi in via Cadore, si conclude con alcuni assalti, nei quali vengono tirate giù a sassate le vetrine della TWA, la discoteca “Fitzgerald” di corso Europa e il ritrovo “Safari” vengono incendiati. Quasi contemporaneamente un altro gruppetto arriva davanti al consolato dell’Equador, per protestare contro l’uccisione di oltre 100 operai da parte della polizia, avvenuta a Guayaquil dopo l’occupazione di uno zuccherificio. La mercedes del console viene data alle fiamme, e anche la palazzina del consolato, in via Buenos Aires 23, viene incendiata a colpi di molotov. A Palermo, nel corso di scontri tra polizia e manifestanti, nella zona del mercato della “Vucciria”, 22 persone restano ferite, 4 tra i dimostranti e 18 tra gli agenti. Nella notte, sempre a Palermo, una pattuglia di agenti sventa un attentato alle officine Volkswagen, rivendicato da un “Gruppo Baader-Meinhof’. La stessa sigla rivendica un altro attentato, avvenuto nelle due centrali di trasformazione dell’ENEL all’interno delle cementerie siciliane di Isola delle Femmine.

DOMENICA 23: a Milano, verso le 11 di mattina, le BR (colonna Walter Alasia) sparano otto colpi di pistola alle gambe contro un consigliere comunale della DC, Carlo Vincenzo Arienti, di 31 anni.

LUNEDÌ 24: a Trieste guerriglia con lanci di molotov contro una sede della DC, contro la casa di un consigliere dell’Msi e contro un magazzino di ricambi della casa tedesca “Grundig”. Gli attentati vengono rivendicati con scritte a vernice su un muro da Ronda proletaria. A Cagliari i militari tedeschi di stanza in Sardegna nei reparti NATO vengono ripetutamente insultati e le loro auto vengono danneggiate gravemente. A Como viene trovata nella sede della “Audi” una bomba da un chilo di tritolo, inesplosa.

MARTEDÌ 25: a Roma, vengono compiuti tre attentati contro concessionarie di auto della Germania Federale. Due molotov vengono lanciate contro le vetrine della Volkswagen di piazza dell’Emporio, al quartiere Testaccio. A Torino, nella mattina, il consigliere della Dc Antonio Cocozzello viene colpito da sei colpi di pistola sparati dalle BR. A Trento alla periferia della città vengono fatti esplodere dei candelotti di dinamite contro una concessionaria della Volkswagen, distruggendo un’auto e i vetri del negozio. Contemporaneamente vengono lanciate due molotov nel giardino di Fritz Heinrich, dirigente della società tedesca Brinkmann. A Potenza vengono lanciate bottiglie incendiarie contro l’auto del sindaco e la casa di un consigliere regionale, entrambi della Dc.

MERCOLEDÌ  26: a Roma. si susseguono attentati contro sedi di società tedesche.

GIOVEDÌ 27: a Roma le femministe dell’MLD manifestano in alcune piazze per protestare contro l’aggressione subita giorni prima da una quattordicenne, colpita da un giovane con una catena mentre entrava nella ex pretura occupata, e che rischia di perdere un occhio. A Stoccarda si tengono i funerali di Baader, Raspe e Ensslin, nel piccolo cimitero di Dornhalden. Un migliaio di persone, molte con i visi coperti da fazzoletti partecipano alla manifestazione che viene circondata da un triplo schieramento di polizia e si trasforma in un enorme posto di blocco, con perquisizione e schedatura generale. A Milano viene scarcerato l’avvocato Cappelli, arrestato insieme all’avvocato Spazzali per “associazione sovversiva”. A Genova le BR incendiano le auto di 5 esponenti della Dc.

VENERDI  28: a Roma, viene dato fuoco al portone dei locali che ospitano il Comitato Mario Salvi.

SABATO 29: a Milano 400 militanti del]’Autonomia manifestano contro l’aumento dei biglietti del tram. A Milano vengono scarcerati due dei militanti di sinistra, tra cui un redattore di Controinformazione, arrestati il 19 ottobre. Gli altri due restano in carcere. A Cagliari un deposito collegato alla “Telefunken” viene colpito da alcune molotov. A Torino, nella notte, un giovane autonomo di 22 anni, Rocco Sardone, muore dilaniato da una bomba mentre si accinge a compiere un attentato contro la concessionaria Audi-Nsu di via Viterbo.

DOMENICA 30: a Roma, due giovani in motorino lanciano un ordigno esplosivo contro la sezione dell’Msi di via Assarotti. Un altro attentato colpisce la sede della Dc di via Ottoboni a Collatina.

LUNEDÌ 31: a Roma, sul Lungotevere delle Navi, presso il monumento a Matteotti, due neofascisti vengono arrestati e trovati in possesso di ordigni esplosivi.

 

[da "Una sparatoria tranquilla" - Odradek Edizioni] 



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