Pino

"Tempi d’urgenza. 1977. I cancelli dell’Istituto Tecnico Statale e le sue mura confinano con l’ospedale psichiatrico di Roma: il Santa Maria ed è della Pietà.

Pino e il suo cane, è la presenza del Santa Maria. Abborda i cancelli e i manifesti appesi, scritti velocemente e a mano nelle mattine che preannunciano battaglie.

Pino chiede e chiede e chiede, Pino vuole capire.

Anche noi.

Pino e la sua donna, mano nella mano, nel parcheggio davanti all’Istituto, polveroso e arido.

1980.

Tempi d’urgenza che si fanno male.

Irrompe al muretto del quartiere chiede di bere e di mangiare. Parla e parla.

Più di noi.

Del mondo che lo aveva chiuso, dell’odore aspro di una libertà a tempo con il manicomio chiuso.

Ama pittura e teatro. Cerca cerca e cerca.

Anche noi.

Tempi di dolore. Anni ottanta di Pino. La sua compagna di quasi vita si brucia..

Ringhioso e aggressivo, come non sa essere, è ai semafori davanti al Santa Maria. Mastica sigarette come ossi del suo cane.

Pino ha pezzi di sé in tanti di noi. E’ misto a sogni, a profumi a primavere ad educazioni sentimentali e politiche.

Chiedere di Pino fa male. Non c’è più.

Anche noi?

Altro non si vuole dire. Fanno male graffi e affetti.

Queste sono memorie sbavate di sensazioni.

Oltre non si va'.

Anche noi."

 



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