Quella moltitudine …
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Nessuno volle vedere quanto quella moltitudine tumultuosa e irriverente
mettesse in scena il futuro prossimo di buona parte delle "masse" più
o meno rappresentate nelle forze politiche e nelle istituzioni della "prima
società" [...]. Chi immaginava che di lì a pochi anni, sarebbero stati non i ragazzi delle radio libere e i "creativi" (destinati a trasformarsi nei correnti "professionisti" degli anni Ottanta), ma addirittura gli operai e gli ingegneri della grande industria pensante, a essere ritenuti "esuberanti", superflui, non competitivi, parassiti? (MARCO BASCETTA - "Dalle due società alla società duale" in "AA.VV. millenovecentosettantasette" Manifestolibri )
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