settantasette

Non più di nove anni, in capelli lisci quasi a caschetto

biondo castani.

Una bimba. Dal tabaccaio.

Due mani aperte, delle monete, conta a voce alta, alza gli occhi: “cinquanta… sessanta…”

La guardo mi guarda. Dritto negli occhi.

Mi dice: “Ma quanti sono?”

Le prendo le mani, le tengo aperte.

Nelle sue piccole mani conto: “cinquanta…più venti… settanta… più cinque… più altri cinque… no… sono due”.

“Ecco” - le dico - “settantasette!”.

Mi guarda “Centesimi?” mi dice.”Si” le rispondo.

“Cosa faccio con settantasette?”

A me lo chiedi, penso,

a me.

Compro il tabacco. La osservo con la coda dell’occhio.

Lo vede,

mi vede.

Cerca fra i dolci, le caramelle, le gomme,

tutto troppo caro per una bimba con un settantasette (centesimi)

in mano.

Sbuffa, non riesce.

Poi

appena sto finendo, sorride e mi guarda lei.

È contenta, mi dice “Ecco”… “settantasette”…. “ce l’ho”…

E il suo desiderio sorride…

 “Per chi aveva venti anni nel ’77 e oggi ne ha diciotto … o forse nove“.

                               2011

 

 


 

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