Bologna: in piazza con i miei
padroni non ci voglio andare.
"Cari compagni/e, sono un commesso di un negozio di lusso del centro storico di Bologna. Mercoledí 16 non volevo partecipare alla manifestazione. Perché? Tutti i partiti (PCI, DC, PSI, PSDI, PRI) e le organizzazioni sindacali si sono trovati uniti sul palco in Piazza Maggiore contro la violenza dei "teppisti e provocatori" che rompono le vetrine e per "la piú ampia solidarietá ai tutori dell'ordine pubblico". Sono stato male quando é stato ucciso Francesco (nessun partito ha partecipato ai funerali), ma poi sono stato ancora peggio: i miei padroni che sono anche fascisti dichiarati (per intenderci vanno a cenare con Almirante quando passa a Bologna), e che hanno licenziato una loro commessa perché aveva fatto uno sciopero (da noi c'é il terrorismo e nessuno ci aiuta), mercoledí pomeriggio hanno chiuso il negozio e sono andati in piazza perché erano d'accordo col volantino che riportava le frasi soprascritte, ma nulla contro il governo e la DC che hanno armato la mano agli assassini dello studente. Quando io timidamente ho detto loro che se gli studenti li avessero riconosciuti li avrebbero menati, mi hanno risposto: "Non c'é da preoccuparsi; il servizio d'ordine dei sindacati non scherza!". Ho telefonato dopo a "Radio Cittá", ch'é una radio democratica ancora aperta, per dire la mia rabbia e la mia vergogna nel vedere padroni come i miei d'accordo in piazza con tutti i partiti, compresi il PCI e PSI, contro gli studenti. Mentre parlavo, non mi vergogno a dirlo, mi sono messo a piangere perché non sapevo cosa fare di fronte a questo schifo (tra l'altro non mi hanno messo in diretta perché temevano l'intervento della polizia). Poi ho saputo del sit-in degli studenti in Via Rizzoli. E sapete del grande corteo. Ci sono andato. Nonostante l'imponente servizio di sbarramento del sindacato, migliaia di lavoratori sono venuti in via Rizzoli e questo mi ha dato la forza di entrare nel corteo come gli altri.
Non sono di alcuna organizzazione politica, ma ho dato i soldi per il vostro giornale, perché io in piazza con i miei padroni non ci voglio andare: loro difendono le loro vetrine, i milioni e la polizia, io invece non voglio piú che studenti e lavoratori siano ammazzati perché lottano per i loro diritti. " Franco.
(AA.VV. - CARE COMPAGNE CARI COMPAGNI LETTERE A LOTTA CONTINUA - EDIZ.LOTTA CONTINUA 1978).