Neve di marzo a Bologna


Si deve e si dovrá sempre partire da lí, (.....)
La prima avventura di Pentothal era stata in parte disegnata nel febbraio del 1977, poi le tremende giornate di marzo, con l'uccisione, avvenuta il giorno undici, un venerdí, dello studente Pier Francesco Lorusso,e il clima, subito creatosi, di sommossa urbana, con i passamontagna, i gas, i mezzi blindati, le fughe sotto i portici, i roghi, le vetrine infrante, l'emblematico assalto a un ristorante lussuoso posto al centro della zona universitaria, avevano costretto l'autore a dilatare la sua storia, a spingerla verso i giorni dell'ira, della cupa violenza sotto i portici, di quella nota posta al termine della tavola provvisoria conclusiva:
"Mentre lavoravo a queste tavole, nel mese di febbraio '77, ero convinto di disegnare uno sprazzo sbagliando clamorosamente perché era invece un inizio. Ne avessi avuto il sentore, avrei aspettato e disegnato questo bel marzo. Cosí mi ritrovo di colpo a non saper piú bene che fare. Ho giá consegnato tutto il materiale a Linus venti giorni fa, ma Cristo sono cambiate tante cose nel frattempo e tante altre cambieranno sino al giorno in cui il fumetto sará pubblicato che mi sento male e mi do' del coglione per non averci pensato. Cioé disegnare fumetti non é come scrivere per un quotidiano. Se capite cosa intendo. Allora disegno questa tavola qui e provo a portarla a Linus in sostituzione dell'ultima pagina originale, sperando di fare in tempo. L'ultima tavola originale aveva al posto del "fine" di prassi in basso a destra un "allora é la fine", che suona decisamente male. Madonna, vi giuro, credevo fosse uno sprazzo, era invece un inizio. Evviva! Andrea Pazienza, 16 marzo '77".
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In una pagina, che ora appartiene inconfondibilmente alla migliore storia dei comics, c'é il portone del DAMS in via Guerrazzi, c'é un androne buio, ci sono ragazzi che camminano scavalcando altri ragazzi perduti in un sonno che non é solo un sonno. Poi, conficcato in alto, piccolo, ben definito, c'é un quadretto che raffigura lo scompartimento di un treno dove un signore pelato, con i baffi, urla a una signora atterrita: "....e poi c'é il DAMS, che é una scuola di drogati!".
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Cosí la pagina di "Alter Alter" deve essere prontamente accostata alle righe di Enrico Palandri:
"Penso a marzo, al movimento, che non sapevo piú cosa fosse, adesso so che apprtengo a un popolo di incontentabili, rissosi, sfrenati esseri desideranti; delicati come la sera, dolci come la campagna in Provenza, malinconici e tristi a volte, come il tramonto; voglio che il mio popolo cresca forte, che passi le montagne con le sue urla; il popolo degli uomini dicono i sioux....".
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(ANTONIO FAETI - I contorni del mondo, dal catalogo della mostra di Andrea Pazienza del 1991).



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