
1973, 1974 occupazione di Mirafiori, crisi di potere operaio, l'attivitá dei gruppi sembra sempre piú allontanarsi dal tracciato dei nostri desideri.
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Il movimento femminista non ci coglie né impreparati né preparati; abbiamo l'impressione di sapere tutto quello che accade. In realtá le donne ci mettono in crisi nella pratica, non nella teoria. Ci mettono in crisi uno per uno, ed ancor piú tutti insieme. Di noi viene fuori l'aggressivitá, il bisogno di rassicurazione, la volonta'di potere.
1975: le coppie entrano in crisi, le nostre case si ridispongono; le donne con le donne, gli uomini con gli uomini. Omosessualizzazione ed iscrizione della sessualitá nella riflessione teorica, nel processo di ricomposizione del movimento.
La guerriglia informativa, lo sconvolgimento organizzato della circolazione delle informazioni, la rottura del rapporto fra emissione e circolazione dei dati, fonda la sua diffusione sulla massificazione di un soggetto sociale, interno al corpo sociale proletario: il lavoro tecnico scientifico.
Il terreno di questa guerriglia é interno alla lotta generale contro l'organizzazione generale del lavoro e del dominio: interrompere la trasmissione delle informazioni produttive e politiche, far saltare e distruggere i centri di raccolta ed accumulazione dati, sabotare i cervelli in cui sono immagazzinate le informazioni. Questo é il livello attuale della guerriglia, adeguata alla situazione in cui lo stato, come strumento di coordinamento politico dle capitale usa il cervello elettronico.
Questo terreno della guerriglia informativa, interruzione sovversione del flusso di informazione e circolazione dei segni emessi dal potere, é un terreno sul quale puó muoversi direttamente, ed in una prospettiva di classe, un settore specifico: il lavoro intellettuale tecnico-scientificio, che, a partire dai punti di massima concentrazione produttiva e decisionale capitalistica, puó esercitare un rovesciamento della potenz aproduttiva in potere politico.
All'inizio del '75 compriamo un trasmettitore per poco piú di trecentomila lire.
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Nei mesi della primavera-estate del '75 un nuovo soggetto proletario giovanile emerge sulla scena. Non piú con i vecchi connotati dell'avanguardia; un soggetto che percorre in modo trasversale gli ordini separati, irriducibile alle categorie della politica, e quindi subito ridotto (da parte riformista e fascista) nelle categorie della criminologia, della psichiatria, della sociologia, della spettacolarita'.
Il problema della voce dei mezzi di comunicazione, degli strumenti per l'enunciazione dei desideri di movimento (in movimento) diviene pressante. Dalle giornate di aprile ad Umbria Jazz, all'autunno, facciamo uscire tre fogli di A/traverso. A/traverso formula il rifiuto di parlare nei luoghi delegati, il rifiuto dell'autodelazione, teorizza lo "stare sulla negativa".
Il '68 é stato un'esplosione che il capitale non ha saputo prevedere. Dopo allora riformisti e padroni hanno capito che non é bene far tacere le masse, i giovani, gli operai. Il silenzio é minaccioso, é estraneitá che si accumula, non da' segni comprensibili, ed alla fine esplode.
Vogliono perció ora che le masse parlino. Parlamentini e consigli di istituto, consigli di quartiere, decentramento culturale, mille luoghi delegati in cui non mutano i rapporti reali, che non ci danno nessun potere; i padroni mandano lá un sociologo, uno psicologo, un antropologo, un riformatore, e un poliziotto, ad ogni buon conto col colpo in canna.
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Radio Alice trasmette dall'inizio del febbraio 1976; il collettivo di redazione - limitato ad una dozzina di compagni - esplode dopo pochi giorni sotto la pressione di una ricchezza straordinaria di sollecitazioni; collettivi di scuole, collettivi femministi, sballati, operai di CdF, tutta questa gente viene, si prende il microfono, due giorni dopo che sui muri abbiamo scritto: ogni collettivo un microfono. Trasmettiamoci addosso. Radio Alice é un'antenna molotov. E che ZUT ha scritto sulla facciata di san petronio con vernice fluorescente che Radio Alice é il diavoloooo.
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Questo volantino lo tiriamo giú dal loggione del teatro comunale su un pubblico risorgimentale che ascolta il faust di Luca Ronconi nella cittá del compromesso storico realizzato.
ABBASSO LA VOSTRA MORALE
ABBASSO LA VOSTRA RELIGIONE
ABBASSO LA VOSTRA POLITICA
ABBASSO LA VOSTRA ARTE
Per tutti quelli che nei vostri piani economici debbono lavorare e non fare assenteismo, non ribellarsi ai sergenti della cultura nazional-popolare andrá bene la merda della cultura delegata, dei film di Petri della cultura di regime, dei vostri salinarisciasciavolponi
ma voi no.
Per voi le macchine indesiderabili (di ronconi) certo purché i vostri culi siedano accanto a quelli
della borghesia e del nuovo regime
per voi non occorre linguaggio comprensibile
tornio catena che scorre cottimo, prezzi prodotti
macchine senza funzione. OK.
Chi non ha fatto gli esperimenti nuovi rifa criticamente quelli vecchi.
RADIO ALICE RIPETE ABBASSO spedisce messaggi non comprensibili dentro l'ordine del linguaggio che produce. Dice per quant eore ci tocca stare in fabbrica, dice quanti compagni la polizia ha ucciso in una settimana.
DICE ZUT dice quante ore ed ore ci costa un chilo di carne
dice quante volte la sera vorremmo uscire ed il papá-decreti-delegati
dice che non sta bene per una donna. Dice viva verdi dice
il super io va in vacanza
Non affermiamo subito che si tratta di macchie solari
cerchiamo prima di dimostrare che non sono pesci fritti.
Non ci paga né Agnelli né Conti né James Brook
Per questo RADIO ALICE ha bisogno di soldi
Per questo RADIO ALICE voleva fare un concerto al Palasport
ma per tutte queste ragioni gli é stato rifiutato
RADIO ALICE é la voce di un sacco di gente e puó diventare un vocione grosso, cosí come quando ha detto
ABBASSO LA VOSTRA ARTE
ABBASSO LA VOSTRA POLITICA
ABBASSO LA VOSTRA RELIGIONE
ABBASSO LA VOSTRA MORALE
Un invito a pranzo per parlarti di lavoro e non farti mangiare. Silenzio.
Una telefonata in diretta, la piú bella mai ricevuta. Non parla nessuno, suona solo un sax per un paio di minuti.
Siamo sicuri fosse Majakovskij.
radio alice
(dal numero di marzo 1987 di At/traverso).