L'assemblea generale del movimento del .
"L'assemblea generale del movimento del 19 marzo 1977 ritiene la piattaforma su cui è stato convocato lo sciopero del 18-23 inaccettabile, innanzitutto perché si configura come un avallo dato ai piani di ristrutturazione padronale e all'attacco contro il salario e le condizioni di lavoro degli occupati; in secondo luogo la piattaforma non ha niente da offrire al movimento degli studenti e dei disoccupati in quanto appoggia cosiddetti piani occupazionali e giovanili i quali sono funzionali a un progetto che non è neanche riformista, ma che punta a una semplice ristrutturazione dell'apparato esistente col finanziamento ai monopoli privati e statali, con l'aumento della disoccupazione, della mobilità, del lavoro precario, dello sfruttamento intensivo degli occupati.
Inoltre la piattaforma si propone di difendere a qualsiasi costo
l'ordine imposto in questi giorni nelle piazze e nelle università
dalla polizia di Andreotti e Cossiga. A questo proposito il sindacato ha
responsabilità assai gravi. Non ha organizzato manifestazioni contro
l'assassinio del compagno Lorusso, né contro la condanna a Panzieri,
ha avallato l'occupazione militare di Bologna e non ha condannato il divieto
di manifestazione a Roma, anzi lo ha accettato rinviando lo sciopero al
23 e chiedendo una deroga solo per la propria manifestazione. In molte
fabbriche ha inoltre tentato di creare un clima di linciaggio nei confronti
dei compagni che hanno appoggiato l'iniziativa di lotta del movimento.
Ha infine cercato di imporre come pregiudiziale il rifiuto di "ogni
forma di violenza" sorvolando sulla reale violenza che il sistema
fa ogni giorno ai nostri danni. Il movimento comunque rifiuta di fare dell'uso
della violenza una questione di principio. Nonostante tutto questo, vasti
settori operai vedono in questa scadenza un'occasione per esprimere il
loro antagonismo al governo delle astensioni e la loro volontà di
stabilire un rapporto organico con il movimento di lotta dell'università.
Per questa ragione il movimento deve saper articolare bene la propria iniziativa
per il 23. Esso accetta la giornata di sciopero e la convoca autonomamente
nelle scuole medie, nell'università e nei posti operai interpretandolo
però come uno sciopero contro il governo delle astensioni, contro
i suoi decreti antioperai e contro le misure liberticide, contro il lavoro
nero e precario, contro l'emarginazione, contro il decreto Stammati, per
un lavoro stabile e sicuro per tutti in ogni settore, per la riduzione
d'orario e ritmi a parità di salario, per scuole di massa, per l'apertura
dell'università ai lavoratori occupati e disoccupati. Esige inoltre
l'immediata revoca del divieto di manifestazione a Roma, l'uscita della
polizia dall'università, la liberazione di tutti i compagni. [
]"
(MOZIONE DELL 'ASSEMBLEA GENERALE DEL MOVIMENTO DEL 19.3.77)