
cronologia del '77
AGOSTO
LUNEDÌ
1: a Roma gli agenti arrestano due fascisti del FdG, Lillo Garzilli e Daniele
Piermattei, per l’aggressione compiuta domenica 31 luglio, poco prima delle
22, da una dozzina di fascisti contro una donna in stato interessante, il marito
e il padre, reduci dalla festa dell’Unità allestita nel parco del Colle
Oppio. A Torino viene compiuto un attentato contro l’IPCA di Ciriè: due bombe
esplodono contro il muro di recinzione della “fabbrica della morte”, dove si
lavorano coloranti e dove negli anni precedenti sono morte decine di operai
colpiti da tumore alla vescica. L’attentato viene rivendicato dai Nuclei
armati di azione rivoluzionaria. A Milano Luigi e Marco Bellavita, della rivista
Controinformazione, che stanno facendo un lungo sciopero della fame, sono
ricoverati nell’infermeria del carcere di San Vittore. A Gioia Tauro, dopo un
campeggio paramilitare di tre giorni a Cittanova, una manifestazione missina
finisce con otto arresti, due feriti tra i neofascisti e due tra le forze
dell’ordine, dopo gli scontri avvenuti presso la stazione, per un’ora, tra i
circa duecento neofascisti e polizia e carabinieri.
MARTEDÌ
2: a Roma alla delegazione di autoriduttori delle bollette ACEA l’assessore
comunale Della Seta, promette una rateizzazione anche molto lunga, a condizione
che venga iniziato l’integrale versamento degli importi delle nuove bollette
emesse. A Bologna viene liberato Stefano Saviotti, presidente della cooperativa
che gestiva Radio Alice. A Milano 21 cinema vengono sgomberati dopo una
telefonata all’ANSA, in cui Prima Linea ha affermato di aver messo bombe nelle
sale di sei cinema di prima visione della città.
MERCOLEDÌ
3: a Zurigo Petra Krause sta per lasciare il carcere svizzero di Affoltern e
partire per Milano, quando viene di nuovo arrestata dalle autorità svizzere. A
Torino gli ospiti dell’Istituto di riposo per la vecchiaia, non potendo pagare
le rette richieste dall’amministrazione, decidono di compiere una
autoriduzione.
GIOVEDÌ
4: a Bologna si svolge nella mattina, alla stazione, una manifestazione per il
terzo anniversario della strage dell’Italicus. A Torino due giovani, Attilio
Di Napoli e Aldo Marin Pinones, militanti di Azione rivoluzionaria, muoiono
dilaniati da un ordigno che stanno sistemando nel cofano di un’auto. Il
fallito attentato, che probabilmente aveva come obiettivo la vicina caserma del
Nucleo giudiziario dei carabinieri di viale Umbria, viene rivendicato dalle
Brigate comuniste internazionali. Nei giorni seguenti un messaggio dei NAP
afferma che i due sarebbero stati ‘giustiziati’ perché “avevano da tempo
contatti con appartenenti all’arma dei carabinieri”. Un altro comunicato,
all’ANSA di Firenze, delle Brigate Ulrike Meinhof afferma invece che “i
compagni Attilio e Aldo si accingevano a colpire duramente lo Stato fascista”.
A Torino vengono emessi dal giudice Giancarlo Caselli 17 rinvii a giudizio per
una impressionante serie di reati, che vanno dalla partecipazione a banda armata
e dall’associazione sovversiva fino a reati come rapina, furto, sequestro,
ecc., nei confronti di brigatisti effettivi o presunti, esponenti della rivista
Controinformazione e del Collettivo politico La Comune del Lodigiano,
appartenenti al gruppo 22 ottobre, nappisti, elementi dell’organizzazione
Pantere rosse. VENERDÌ 5: a Roma un ordigno esplosivo viene lanciato contro la
sede del TAR, che il 3 agosto ha annullato l’ordinanza di sospensione dei
lavori per la centrale nucleare a Montalto di Castro. Viene inoltre appiccato il
fuoco alla porta del consolato francese, dopo i fatti di Malville, in cui la
polizia francese ha ucciso con una granata Vital Michelon. Entrambi gli
attentati vengono rivendicati con un messaggio che si conclude con “No alle
centrali nucleari!”. A Roma viene condannato ad un anno e otto mesi il
neofascista Giorgio Dilluvio, che il 16 luglio ferì con tre colpi di pistola
Massimo Mazzoni, simpatizzante di LC. La condanna viene inflitta per la sola
detenzione dell’arma.
SABATO
6: a Torino viene arrestata un’amica di uno dei due terroristi morti, Silvana
Fava, di 25 anni, abitante in via Ascoli, nei pressi del luogo del fallito
attentato; nella sua abitazione viene trovato un arsenale di armi, esplosivi,
timer. A Zurigo viene ancora rinviata, a dopo il processo, l’estradizione in
Italia di Petra Krause.
DOMENICA
7: a Roma uno studente di sinistra viene aggredito alla Balduina da militanti
dell’MSI che stanno affiggendo manifesti.
LUNEDI
8: a Milano il giudice istruttore Antonio Pizzi decide la scarcerazione, per
insufficienza di indizi, dei tre esponenti della rivista Controinformazione. A
Torino nella notte esplodono dei candelotti di dinamite accanto alle persiane di
una finestra di un Commissariato, causando danni, ma nessun ferito. A Lucca,
nella notte, una potente carica di tritolo fa saltare delle attrezzature
televisive sul monte Pizzorno, mettendo fuori uso i ripetitori di alcune tv (tra
cui Telemontecarlo). L’attentato viene rivendicato da Lotta armata per il
comunismo. MERCOLEDÌ 10: a Roma due bottiglie incendiarie esplodono contro il
portone del palazzo in cui abita il giudice Alibrandi. A Zurigo il governo
svizzero nega a Petra Krause l’estradizione e anche la libertà provvisoria
richiesta per gravissimi problemi di salute.
GIOVEDÌ
11: a Roma vengono arrestati tre favoreggiatori di Delle Chiaie. Sono Silvio
Paulon, picchiatore di “Avanguardia nazionale”, sua sorella Antonella e il
marito di quest’ultima, Vincenzo Modugno, nella cui abitazione, a Cinecittà,
vengono trovati numerosi documenti riguardanti le attività clandestine di
“Avanguardia nazionale”.
A Milano in un’intervista al settimanale Oggi,
Carmela Vianale, madre della nappista arrestata a Roma, afferma che il 23 marzo,
quando Lo Muscio uccise l’agente Graziosi, era stato questi a sparare per
primo, quando aveva riconosciuto la Vianale, mirando al petto, ma colpendola ad
un braccio. A Napoli i magistrati negano la libertà a Petra Krause, che sarà
arrestata al suo arrivo in Italia per “concorso in incendio doloso”:
nonostante le sue gravissime condizioni di salute, i magistrati la ritengono
persona di “allarmante pericolosità sociale”.
VENERDÌ
12: vicino Roma, in un camping di Terracina, la polizia arresta il neofascista
Silvio Paulon, considerato il braccio destro di Delle Chiaie nonché dirigente
di primo piano di “Avanguardia Nazionale”. A Ostia venti neofascisti
inseguono armati di bastoni e catene quattro giovani ritenuti, a torto,
militanti di sinistra. I giovani riescono a fuggire agli aggressori. A Milano.
alle otto di mattina, viene chiuso uno dei centri sociali più attivi. 150
agenti della Celere e dei carabinieri sgomberano l’edificio di via Santa Marta
25 e sequestrano alcune spranghe, una pistola scacciacani, l’occorrente per
fabbricare molotov. A Potenza fallisce un attentato dei NAP alla caserma dei
carabinieri della città. Il commando fugge per l’arrivo di un’autopattuglia,
lasciando sul posto due taniche di benzina e una Fiat 1100 che risulta rubata.
LUNEDÌ
15: a Roma, dall’Ospedale militare del Celio evade, aiutato dalla moglie,
Herbert Kappler, l’ex colonnello nazista delle SS responsabile della strage
delle fosse Ardeatine. Riesce ad uscire dall’Italia e a riparare in Germania,
a Soltau, nella Bassa Sassonia. MARTEDÌ 16: a Roma viene compiuto, per la terza
volta in cinque mesi, un attentato alla caserma dei carabinieri di piazza del
Popolo. Una saponetta di tritolo esplode davanti il portone principale;
l’attentato viene rivendicato dalla “Brigata Vyborg”. A Napoli, dopo 28
mesi di cella d’isolamento in Svizzera, Petra Krause arriva in Italia.
MERCOLEDÌ
17: a Roma iniziano le indagini sulla fuga di Kappler. Vengono arrestati i due
carabinieri che lo piantonavano, Luigi Falso e Oronzo Pavone. La bandiera di
palazzo Valentini, sede della Provincia, viene messa a mezz’asta, in segno di
lutto per l’evasione di Kappler. A Bologna diecimila persone si radunano nel
tardo pomeriggio a piazza Nettuno, davanti al sacrario dei caduti. A Napoli
viene negata la libertà provvisoria a Petra Krause.
GIOVEDÌ
18: a Soltau Herbert Kappler è libero e sotto la protezione della
polizia federale. A Milano viene indetta dal Comune, in segno di protesta per la
fuga di Kappler, una manifestazione antinazista.
SABATO
20: a Roma centinaia di giovani extraparlamentari dei gruppi dell’estrema
sinistra
si
riuniscono nel pomeriggio davanti all’Ospedale militare del Celio, dove una
donna mima Annelise Kappler in fuga con una minuscola valigia. Il corteo
attraversa poi via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, piazza Argentina e da lì
raggiunge la zona della Sinagoga, davanti alla quale si ferma brevemente. In
Germania i neonazisti si stringono attorno a Kappler. Negli ultimi sei mesi
nella Germania federale si sono tenuti 140 raduni all’insegna della svastica,
tutti regolarmente autorizzati.
DOMENICA
21: a Montalto di Castro, durante la festa dell’Unità, si scatena una rissa
tra aderenti dei Comitati autonomi antinucleari e militanti del Pci.
LUNEDI
22: a Milano un muratore che sta eseguendo i consueti lavori di manutenzione, in
prossimità della riapertura dell’anno scolastico, trova dieci bottiglie
molotov avvolte in una bandiera rossa, dimenticate in un’aula dell’Istituto
tecnico Molinari di Lambrate.
MARTEDÌ
23: a Roma protestano per la fuga di Kappler in circa tremila. Due
manifestazioni si svolgono contemporaneamente: una si svolge al portico
d’Ottavia, indetta dal Comune di Roma e dalla comunità ebraica, mentre a
Largo Arenula manifesta un migliaio di militanti di Autonomia operaia, di
aderenti ai collettivi universitari e di membri della Federazione anarchica
(slogan: È questa la giustizia dello Stato: Petra in cella, Kappler liberato).
I manifestanti tentano di entrare nell’altra manifestazione, ma vengono
respinti da sbarramenti di carabinieri e dal servizio d’ordine del Pci. Poco
dopo un gruppetto staccatosi dal corteo tenta di assaltare la vicina sezione
comunista: lanci di sassi e scritte provocatorie.
MERCOLEDÌ
24: a Napoli, dopo otto giorni di sciopero della fame, e dopo due anni e mezzo
di carcerazione preventiva e torture, Petra Krause lascia il carcere di
Pozzuoli.
GIOVEDÌ
25: a Roma, nel quartiere di San Lorenzo, vengono sgomberate otto famiglie da
due palazzine occupate da un anno: otto arresti per occupazione abusiva. A
Napoli in un comizio indetto per Petra Krause si verificano incidenti tra un
gruppetto di autonomi e la polizia. 20 giovani vengono fermati, mentre un agente
e tre carabinieri restano feriti.
VENERDÌ
26: a Roma alcune persone mettono a soqquadro gli uffici della
"Confederazione Piccola Industria” e lasciano scritto sui muri:
“Abbasso i padroni”. A Milano, alle sei di mattina, una bomba distrugge
l’ufficio commerciale tedesco. Mezzo chilo di esplosivo esplode con un boato
davanti alla sede della camera di commercio italo-tedesca, danneggiando anche il
vicino hotel "Augustus” e alcune auto in sosta.
DOMENICA
28: a Montalto di Castro, mentre polizia e carabinieri pattugliano in forze i
dintorni, sotto una pioggia torrenziale, si svolge una manifestazione, indetta
dal “Coordinamento campeggiatori antinucleari”, con circa 8.000 persone. Al
corteo partecipano anche centinaia di agricoltori maremmani, insieme ai gruppi
di autonomi, di indiani metropolitani e di anarchici, affluiti dal Lazio e dalla
Toscana.
LUNEDÌ
29: A Milano viene concessa la libertà provvisoria a Sergio Spazzali, avvocato
del Soccorso rosso milanese. A Bologna uno studente-lavoratore, Fausto Bolzoni,
viene arrestato per i fatti di marzo, accusato di aver saccheggiato
un’armeria.
MARTEDÌ.30:
a Roma va a fuoco il cinema “Ariston” di piazza Colonna. Si proiettava un
film sull’incursione israeliana all’aereoporto ugandese di Entebbe.
[da "Una sparatoria tranquilla" - Odradek Edizioni]
2010 ulisse@lestintorecheamleto.net
1997 www.lestintorecheamleto.net