Era desolante...
"Il panorama culturale e politico complessivo era desolante e ti toccava leggere sul Corriere della Sera personaggi come Leo Valiani (uno dei padri della Costituzione) che affermava che quando è in pericolo la democrazia anche la tortura nelle carceri può diventare un mezzo lecito.
D'altronde il quotidiano ufficiale del PCI, l'Unità, scriveva anche di peggio e un suo giornalista che si chiamava Ibio Paolucci mi è rimasto particolarmente impresso per la volgarità dei suoi articoli. Dopo un periodo di assestamento, finalmente nel 1981 ci fu un tentativo di risposta sulla base del convincimento o meglio dell'intuizione del fatto che ciò che non era riuscito ai corpi militari, ai corpi separati dello stato da, '63 (il caso SIFAR), alle stragi, ovverosia una svolta autoritaria somigliante a una specie di colpo di stato, stava avvenendo in quel momento e veniva attuato più o meno palesemente con metodi violenti ma democratici.
Sostanzialmente avveniva una modifica profonda e anticostituzionale della sfera delle libertà individuali: cambiavano, attraverso le legislazioni speciali, i codici e i fondamenti dello stato di diritto. Abbiamo allora organizzato un grande convegno nazionale alla Palazzina Liberty di Milano, al quale parteciparono più di duemila persone mentre tutta la zona circostante era presidiata da un numero equivalente di poliziotti.

Il convegno durò due giorni e tentò di dare una risposta ad alcuni quesiti di fondo mentre uno degli obiettivi era quello di rifondare una rete nazionale di collaborazione e di solidarietà. Nacque così il Coordinamento dei Comitati Contro la Repressione. Uno degli aspetti surreali della fase riguardava, per esempio, la figura di Pertini, il Presidente più amato dagli italiani. Durante il suo settennato è avvenuto di tutto e il contrario di tutto.
L'immagine di Pertini è stata un'invenzione della televisione e dei partiti, un falso storico e politico: che lui possa essere stato in buona fede o meno non so dirlo, però sostanzialmente, è stato usato come coperchio per una pentola che cuoceva di tutto e tutto era pessimo e al di fuori dei più elementari principi democratici. Si pensi che a un certo punto i termini della carcerazione preventiva erano stati portati a dodici anni per cui uno, al limite, poteva essere assolto o prendere una pena di pochi anni e aver già scontato una condanna preventiva di molto superiore o del tutto iniqua.
In questa situazione la fase terminale del Partito comunista rivelava tutte le ambiguità che si trascinava dietro fin dal 1945 e il suo intrinseco statalismo. In questo senso, e malgrado lui, Berlinguer è stato forse il segretario di Partito comunista occidentale più tragico di tutto il dopoguerra. La sua linea politica e la sua strategia sono state interamente riassorbite e strumentalizzate dalle varie lobby di potere, non è riuscito a difendere nessuna delle conquiste operaie, ha contribuito alla demolizione di interi pezzi dello stato democratico e non ha capito neanche una virgola di quello che stava avvenendo in termini di trasformazioni radicali nei processi materiali della società italiana e, più in generale, nel panorama internazionale.
Nessuno oggi è in grado di dire se fosse o meno cosciente del disastro che contribuiva a determinare e, d'altronde, PDS o Rifondazione che siano, la gran parte dei comunisti non pare in grado di capire, di avere gli strumenti per decifrare e interpretare sia i processi politici cui hanno partecipato, sia le trasformazioni strutturali in atto. "
(PRIMO MORONI - "Ma l'amor mio non muore" in ARCHIVIO PRIMO MORONI)