La fine dell’intellettuale
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Non è inutile chiedersi se la fine dell’intellettuale e la nascita del lavoratore mentale sia la fine dell’intelligenza tout court. Comunque è indubbio che proprio nel settantasette si manifestò il paradosso della disoccupazione intellettuale di massa e della contemporanea svalutazione economica del lavoro intellettuale. Aumento della scolarità e fine dei privilegi dell’intellettuale produssero, per un breve periodo, un’inflazione culturale destinata presto a riassorbirsi in una grande ondata di imbecillità successiva. Non è improbabile che questo fosse l’unico modo per trasformare gli intellettuali in lavoratori mentali. Qualcosa di simile avvenne con i processi di inurbamento forzato nell’Europa del Cinquecento. (Sbancor in “Vent’anni dopo” da “Settantasette – La rivoluzione che viene" – DeriveApprodi – aprile 1997)
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