cronologia del '77 

LUGLIO

VENERDI 1: a Roma in serata, dopo un conflitto a fuoco nel centro storico, viene ucciso dai carabinieri Antonio Lo Muscio, “Silvio”, militante dei NAP. Vengono ferite e catturate Maria Pia Vianale e Franca Salerno. I tre stavano mangiando della frutta sulle scale della chiesa di S.Pietro in Vincoli quando sono arrivati i carabinieri che li riconoscono ed inizia la sparatoria, sul sagrato della chiesa. Lo Muscio scappa, ma viene falciato da una raffica di mitra, e cade colpito da un’altra raffica e da due colpi sparati a pochi metri di distanza. A Palermo una bomba viene lanciata nei locali dell’Intersind (associazione padronale delle industrie a partecipazione statale). L’attentato viene rivendicato dalle Unità comuniste combattenti.

SABATO 2: a Roma si conclude in piazza il convegno antinucleare. Si conclude anche il convegno al Policlinico degli autonomi sul bilancio del “1º semestre ‘77”; il documento conclusivo ribadisce la linea di massa e il terreno della lotta di classe. A Firenze il neofascista Luca Poggiali confessa l’uccisione della guardia giurata.

LUNEDI 4: a Roma i NAP minacciano rappresaglie. A Roma due bottiglie incendiarie vengono lanciate nella notte contro la caserma dei sottufficiali della Guardia di Finanza di Ostia. Al Gianicolense due giovani in vespa sparano colpi di pistola, calibro 38 special, contro neo-fascisti davanti la sezione dell’MSI. A Milano un capannone viene bruciato, con danni per miliardi. Un altro attentato viene compiuto contro un’azienda metallurgica, con 700 milioni di danni. Le azioni vengono rivendicate con una telefonata: “I roghi di Marghera e Corsico illuminano la salma di Antonio Lo Muscio...”.

MARTEDI 5: a Roma duecento senza casa, provenienti dalla periferia romana per assistere alla seduta del Consiglio comunale, vengono caricati dalla polizia. I vigili urbani sparano in aria per disperdere i dimostranti. A Roma vengono condannati a nove mesi i giovani che il 26 maggio aggredirono il preside del Sarpi.

MERCOLEDÌ 6: A Roma fallisce un attentato ad un diplomatico: un ordigno esplosivo, collocato sulla rampa di un garage privato dell’ambasciatore colombiano presso la Santa sede viene disinnescato dagli artificieri dell’esercito, avvertiti dal portiere dello stabile. A Basilea una bomba scoppia nella notte, nella villetta di Rudolf Rupp, vicepresidente del gruppo multinazionale “Hoffmann La Roche”. L’attentato viene rivendicato dal Commando 10 luglio. Rupp è l’ingegnere incaricato dalla multinazionale di coordinare l’indennizzo dei danni provocati dalla fuga di diossina nella zona di Seveso e domenica 10 luglio cade il primo anniversario della contaminazione del terreno attorno all’ICMESA.

GIOVEDÌ  7: a Padova, nella mattina, viene ferito con cinque colpi di pistola alle gambe, dal Fronte comunista combattente, Antonio Garzotto, cronista giudiziario del Gazzettino. A Roma le Unità comuniste combattenti rivendicano l’attentato incendiario contro un deposito dei Vigili urbani in via Scauro. A Bari i NAP rivendicano il sequestro del concessionario FIAT Giuseppe Pedone. A Parigi viene arrestato Franco Berardi, “Bifo”, di Radio Alice, sparito dalla circolazione dopo i fatti di marzo. Viene chiesta l’estradizione.

VENERDÌ 8: a Roma la Corte d’assise assolve la guardia di custodia Domenico Velluto, accusato dell’omicidio di Mario Salvi. Verso le 22, nella trattoria “Sora Assunta”, vicino a Campo de’ fiori, a poche ore dalla sentenza, tre o quattro colpi di pistola vengono sparati contro l’agente. I proiettili colpiscono però un giovane che siede accanto a Velluto, Mauro Amato, che muore dopo pochi minuti. A Roma il governo decide di stanziare 110 miliardi per modernizzare le forze di polizia, secondo un disegno di legge di Cossiga, intitolato 'Misure urgenti per il potenziamento e l’ammodernamento tecnologico dei servizi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”. A Reggio Calabria sfilano in trentamila per l’occupazione. A Bari i NAP affermano di aver “giustiziato” Giuseppe Pedone. A Padova viene fermato un giovane di 29 anni per l’attentato a Garzotto.

SABATO 9: a I.ondra viene arrestato Clemente Graziani, il fondatore di Ordine nuovo. A Bologna gli avvocati di parte civile che rappresentano Lorusso chiedono nuovamente l’incriminazione per omicidio volontario del carabiniere Massimo Tramontani, che ammise di aver sparato. A l3ologna 500 grammi di esplosivo e 5 metri di miccia vengono trovate in casa di Dalia Guasco, una studentessa di 21 anni, amica di Bifo.

LUNEDÌ  11: a Roma due giovani, un ragazzo e una ragazza, sparano quattro colpi alle gambe contro un anziano pensionato, Mauro Perlini, di 61 anni, contabile del movimento cattolico CL. La vittima è grave. Pochi minuti dopo una telefonata rivendica alle BR la paternità dell’attentato contro il “segretario regionale di Comunione e Liberazione”. Tornano da Parigi due redattori di Radio onda rossa con l’appello di Sartre, De Beauvoir e altri intellettuali francesi "contro la repressione in Italia”, che costituirà la base per la convocazione del Convegno di Bologna del 23-25 settembre. A Genova, in serata, poco dopo le 20,30, il segretario regionale della Dc della Liguria, Angelo Sibilla, viene ferito dalle BR che lo colpiscono alle gambe e ad una mano. Ad Arezzo mezzo miliardo di danni, un edificio semi distrutto e due feriti non gravi sono il bilancio di un’esplosione avvenuta nella notte in un elegante boutique, nella centrale piazza San Francesco. L’attentato sarebbe stato preannunciato da una telefonata a Gianfranco Vagnoli, proprietario del negozio che già l’anno precedente è stato distrutto da un incendio. "Sporco fascista”, avrebbe detto la voce al telefono, “ti abbiamo minato il negozio”. Il 25 luglio seguente, però, Vagnoli, che risulterà estraneo a movimenti di destra, sarà arrestato per aver simulato l’attentato (che infatti non viene rivendicato), tentando di truffare l’assicurazione. A Parigi Bifo viene messo in libertà provvisoria.

MARTEDI 12: a Roma venti giovani a viso scoperto fanno una ‘spesa proletaria’ al supermercato “NOR”. Rubano prosciutti, formaggi e bottiglie di “Johnny Walker”. A Roma una bottiglia molotov distrugge l’automobile del consigliere circoscrizionale (XVI) della Dc. Armando Sanari. A Torino. in piazza Cardini, alla periferia sud della città, davanti al deposito dell’ATM, alcune bottiglie molotov vengono scagliate contro autobus e tram fermi. Le fiamme avvolgono e distruggono completamente due vetture, danneggiandone altre intorno. A Sassari viene compiuto un attentato, che fallisce, contro lo studio dell’assessore alla Pubblica istruzione e informazione della Regione sarda, il deputato Nino Giagu. A Genova un ordigno (una pentola a pressione carica di esplosivo), viene fatta esplodere verso le sei di mattina di fronte ai caseggiati dove abitano il presidente dell’ITALSIDER Ambrogio Puri, il console degli Stati Uniti a Genova, John Di Sciullo e dove ha sede la SCI, una delle più importanti imprese edili della città.

MERCOLEDÌ 13: a Roma vengono condannate a 4 anni, per il possesso di armi, le nappiste Vianale e Salerno, che vengono espulse dall’aula dopo i consueti slogan. A Torino, poco dopo le 14, le BR feriscono il consigliere provinciale della Dc, Maurizio Puddu. A Milano un sacerdote viene aggredito da due sconosciuti che gli richiedono i registri degli aderenti a Comunione e liberazione. A Parigi trasmissione “pirata” di Radio Alice.

GIOVEDÌ 14: in Piemonte, nella centrale nucleare di Trino Vercellese, le BR lasciano scritte sui muri e stelle a cinque punte.

VENERDÌ 15: a Roma, nella mattina, centinaia di poliziotti in assetto da guerra circondano la Casa dello studente, a Casal Bertone. Obiettivo della colossale operazione è l’arresto di alcuni militanti del movimento degli studenti fuori sede, in esecuzione di un ordine di cattura della magistratura che riguarda episodi dei mesi scorsi, collegati alle lotte per le mense. Nel cortile della Casa della studentessa, gli agenti, più di quattrocento, andati per arrestare sette persone e perquisirne le stanze, trovano una scatola di proiettili calibro 9 (63 in tutto). Scatta così il meccanismo legale per una perquisizione indiscriminata e senza avvocati. L’operazione si conclude con sette arresti e una dozzina di denunce a piede libero. Volantini delle BR vengono trovati in più di una stanza, ma non si tratta di volantini ‘inediti’, ma del documento distribuito a Roma, a piazza Navona, all’Università, nelle mense, per rivendicare l’attentato al preside di Economia, Cacciafesta. Secondo le agenzie di stampa la polizia afferma di aver trovato anche 14 bottiglie molotov, mentre gli studenti sostengono che si tratta di bottiglie di birra, vuoto a perdere, trovate in un terrazzino e neanche sequestrate dagli agenti e le mostrano anche ai giornalisti.

SABATO 16: a Roma, in via Jacini, un fascista entra in un bar e spara due colpi di pistola al petto contro un aderente di Lotta continua, che tre giorni prima è stato assunto come garzone. Il ferito, Massimo Mazzoni, di 19 anni, è grave. Due ordigni esplodono davanti alla sede dell’MSI di Aprilia. A Bologna viene scarcerato Angelo Pasquini, redattore di “Zut”. A Milano viene trovato svenuto per terra, sanguinante, tutto verniciato di bianco, Giuseppe Petrocca, di 35 anni, maschera al cinema “Astoria”, che racconta di essere stato aggredito da un gruppo di giovani. Con una telefonata a Radio popolare il Comitato di Vigilanza Femminista Milano Sud rivendica l’azione definendola “una lezione al maiale”. Petrocca infatti avrebbe violentato una ragazza che aveva fatto entrare gratis al cinema, dopo averla rinchiusa in uno sgabuzzino.

DOMENICA 17: nella notte due attentati vengono compiuti contro i cantieri delle nuove carceri, ancora in costruzione, di Firenze e Livorno, con gravi danni. Gli attentati vengono rivendicati dai Nuclei armati d’azione rivoluzionaria.

LUNEDI l8: a Palermo scatta l’operazione “supercarcere” e un primo gruppo di nappisti e di BR viene trasferito nel carcere dell’isola di Favignana. A Firenze vengono rinviati a giudizio i tre neofascisti che il 30 giugno uccisero la guardia giurata Remo Pietroni. I tre si accusano reciprocamente della sparatoria. A Bologna viene arrestato, insieme a un rapinatore, un picchiatore fascista legato alla malavita, Rodolfo Crovace “Rudy Mammarosa”.

MARTEDÌ l9: Cossiga, riferendosi all’appello contro la repressione lanciato dagli intellettuali francesi, attacca Sartre, e afferma: “Il nostro è il paese più libero del mondo”.

MERCOLEDÌ 20: a Roma tre candelotti di tritolo, avvolti in un giornale, vengono trovati in un corridoio del “Palazzo dell’Esercito” di via XX Settembre, ‘dependance’ del Ministero della Difesa. A Milano vengono arrestate quattro persone accusate di far parte delle BR, sono Luigi e Marco Bellavita, redattore e direttore della rivista Controinformazione, insieme a Daniela Ferriani e al pittore Gabriele Armadori.

GIOVEDÌ 21: a Firenze tre attentati vengono compiuti quasi simultaneamente contro le abitazioni e gli studi professionali di tre docenti dell’Università di Firenze. Uno dei professori colpiti, Francesco De Blasi, fa parte di un gruppo di docenti che, nei giorni precedenti, si è fermamente opposto alle richieste di esami con voto politico. In tutti e tre i casi gli ordigni (confezionati con taniche contenenti liquido infiammabile e munite di fiale di acido che funzionavano da micce) non provocano gravi danni. Gli attentati vengono rivendicati con un volantino firmato “Organizzare e armare i bisogni proletari comunisti”. A Bologna tre persone vengono arrestate per detenzione di arma da fuoco e per aver partecipato agli scontri di marzo.

VENERDÌ 22: a Roma quindici giovani al quartiere Collatino fanno irruzione in una drogheria e compiono una ‘spesa proletaria’ a base di prosciutti e vini. A Milano il sindacalista della Sit-Siemens Pietro Villa, già arrestato per presunti legami con le BR, viene accusato di aver fatto irruzione, a febbraio, negli uffici di collocamento della “Publilabor” insieme ai “Gruppi contro il lavoro nero”.

SABATO 23: a Roma. a Regina Coeli, Paolo Tomassini, accusato del tentato omicidio dell’agente Domenico Arboletti, ferito il 2 febbraio, rischia di perdere una gamba se non riceverà cure adeguate.

LUNEDÌ 25: a Roma una bomba viene deposta contro il portone principale del Carcere di Regina Coeli. L’ordigno viene scoperto da un agente che lo allontana con un calcio poco prima dello scoppio. La bomba esplode lontano dal portone provocando solo lievi danni e molto panico nella zona.

MARTEDÌ 26: si conclude il trasferimento di 600 detenuti ritenuti pericolosi nei super carceri di Favignana, dell’Asinara, di Volterra e di Trani.

GIOVEDÌ 28: a Roma ottiene la libertà provvisoria, dopo 85 giorni di carcere, l’avvocato Senese, difensore di nappisti, accusato di partecipazione a banda armata. A Zurigo non viene ricevuta la delegazione di parlamentari italiani giunta per ottenere la libertà provvisoria di Petra Krause, la donna italo-tedesca detenuta in un carcere svizzero. A Milano, nella notte la sede della “Swissair” viene distrutta da un attentato rivendicato dalle Unità comuniste combattenti. A Milano ottiene la libertà provvisoria per “totale assenza di indizi” Daniela Ferriani.

SABATO 30: A Milano, all’alba, a pochi passi dalla sede della “Swissair”, già colpita il giorno prima, viene fatto saltare con tritolo l’ufficio della compagnia sovietica “Aeroflot”. A Gela, nella notte, un’esplosione al grande stabilimento petrolchimico provoca la morte di Gaetano Silluzio e Gaetano Bianco, mentre un terzo operaio, Gaetano Accaputo, resta gravemente ustionato e poi morirà il 10 agosto. Oltre due miliardi di danni: un misterioso Fronte di liberazione siciliano rivendica l’attentato.

DOMENICA 31: a Firenze, all’alba, cinquecento tra carabinieri e agenti di polizia, in assetto da guerra, sfondano i portoni e, armi alla mano, fanno irruzione nei tre ex alberghi di proprietà dell’INA, occupati il 24 febbraio dagli studenti fuori sede, nella centralissima via dei Calzaioli, una delle più eleganti della città. I 35 occupanti non oppongono resistenza, vengono portati in questura, identificati e rilasciati. A Francoforte, in un sobborgo residenziale, nella notte, viene ucciso il presidente della Dresdner Bank, Jurgen Ponto, in un attentato rivendicato da Roter Morgen (“11 mattino rosso”), una gruppo della RAF (Rote Armee Fraktion).

 

[da "Una sparatoria tranquilla" - Odradek Edizioni] 



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