11 Marzo in via Mascarella: Epistole 2006 su Indymedia

11 Marzo in via Mascarella

by Francesco e' vivo Thursday, Mar. 09, 2006 at 1:01 PM

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Per Ricordare Francesco Lorusso

 

11 Marzo in via Masc...
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11 marzo 1977 Francesco Lorusso

by memore Thursday, Mar. 09, 2006 at 1:48 PM

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11 marzo 1977 France...
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11 marzo 1977 Francesco Lorusso: hanno ucciso un compagno

(dal documento del Collettivo di controinformazione del movimento del 12/3/1977)

Alle 10, assemblea di Comunione e Liberazione: circa 400 persone. Cinque compagni di Medicina, presentatisi all'entrata, vengono malmenati e scaraventati fuori dall'aula. La notizia si sparge nell'università e accorrono una trentina di compagni che vengono dapprima fronteggiati da un centinaio di squadristi ciellini. L'aggressione da parte dei cosiddetti "autonomi" consiste nel lancio di slogans e scambi verbali (ad esempio: "Barabba libero", "Seveso, Seveso").

Scatta la provocazione preordinata: i ciellini si barricano all'interno dell'aula; uno di loro, d'accordo con il prof. Cattaneo, che intanto aveva interpellato il rettore Rizzoli, chiede l'intervento della polizia e dell'ambulanza, prima ancora che succedesse qualcosa.

Nel frattempo, fuori dall'Istituto di Anatomia, si raggruppa un centinaio di compagni; quelli rimasti dentro, dopo aver cercato di sfondare la porta dell'aula, chiedono l'individuazione dei responsabili dell'aggressione, invitando gli estranei al fatto ad uscire. Vista l'inutilità di questi tentativi, i compagni si ricongiungono agli altri che fuori dall'istituto di Anatomia lanciavano slogans contro CL. Dopo appena mezz'ora, arrivano polizia e carabinieri con cellulari, gipponi e camion, in numero certamente spropositato. I compagni escono allora dal giardino antistante l'istituto e si raccolgono sul marciapiede nei pressi del cancello; un primo gruppo di carabinieri entra e si schiera nel giardino, un secondo gruppo esegue la stessa manovra: sta per entrare, si scaraventa contro i compagni, manganellandoli senza alcuna motivazione.

I compagni scappano verso Porta Zamboni; parte la prima scarica di candelotti. Ritornando verso via Irnerio, i compagni vengono bloccati da una autocolonna di PS e carabinieri ed é a questo punto che un carabiniere spara ripetutamente. Per difendersi, viene lanciata una molotov contro la jeep, causando un principio d'incendio. Poi, in Via Mascarella, un gruppo di compagni che ritornava verso l'università incontra una colonna di carabinieri proveniente da Via Irnerio: a questo punto il compagno Francesco Lorusso (militante di Lotta Continua) viene freddamente ucciso. Era rimasto a studiare fino alle 12,30 e solo allora era sceso in strada. I carabinieri caricano il gruppo in cui si trova Francesco e partono le prime raffiche di mitra: alcuni compagni scappano verso l'università, risalendo Via Mascarella.

Una pistola calibro 9 si punta sui compagni ed esplode 6 - 7 colpi in rapida successione: lo sparatore (come testimoniano i lavoratori della Zanichelli) indossa una divisa, senza bandoliera, e un elmetto con visiera; prende la mira con precisione, poggiando il braccio su di una macchina. Francesco, sentendo i primi colpi, si volta mentre corre con gli altri e viene colpito trasversalmente. Sulla spinta della corsa percorre altri 10 metri e cade sul selciato, sotto il portico di Via Mascarella. Quattro compagni lo raccolgono e lo trasportano fino alla libreria Il Picchio, da dove un'autoambulanza lo porta all'ospedale. Francesco vi giunge morto.

Nel frattempo, la polizia dopo aver disperso i compagni in Via Irnerio, si ritira in questura. La voce che un compagno é stato ucciso si sparge rapidamente. Radio Alice ne dà la notizia verso le 13,30. Da allora in poi nella zona universitaria é un continuo fluire di compagni. Tutti gli strumenti di informazione che il movimento possiede sono in funzione, dalle parole alla radio. All'incredulità e al disorientamento si sovrappongono il dolore e la rabbia. L'università si organizza per evitare nuove provocazioni della polizia, vengono chiuse tutte le vie d'accesso, ogni facoltà si riunisce e dalle assemblee improvvisate (tutte le aule, la mensa, ogni spazio é riempito dai compagni che si organizzano) emerge con chiarezza che l'assassinio di Francesco é tutto tranne un "incidente". Vengono fatte telefonate ai vari CdF e si manda una delegazione alla Camera del Lavoro per chiedere l'adesione al corteo. La rabbia e il dolore si fanno crescenti e la maggioranza dei compagni individua gli obiettivi e le risposte che il movimento vuole dare. La libreria di CL, Terra Promessa, ridiventa per la terza volta "terra bruciata".

Finite le assemblee si organizzano i servizi d'ordine allo scopo di garantire l'autodifesa del corteo e da tutte le parti si grida che l'obiettivo politico da colpire é la DC. Si parte con un'imponente manifestazione di 8.000 compagni. Sono le 17,30. Il corteo é in Via Rizzoli: alcuni compagni se ne staccano e infrangono le vetrine della via centrale. In Piazza Maggiore il corteo sfila, raccogliendo i compagni rimasti, mentre un gruppo di aderenti al PCI si raccoglie attorno al Sacrario dei Caduti; l'attesa partecipazione dei consigli di fabbrica veniva meno. Il corteo si dirige in Via Ugo Bassi, dove altre vetrine vengono infrante.

Nei pressi della sede della DC, la polizia si scontra con la testa del corteo che riesce ad evitarne l'irruzione nel corteo stesso. Intanto, la coda si scioglie e si disperde nelle stradine laterali. Un primo troncone si ricompone in Via Indipendenza e si dirige alla stazione FS, occupando i primi binari. L'altra parte si ricompone in Piazza Maggiore e si immette in Via Indipendenza dove apprende la notizia dell'occupazione della stazione. Qui intanto iniziano gli scontri, la polizia entra nell'atrio principale, sparando candelotti; i compagni rispondono, riuscendo così ad allontanarsi da un'uscita laterale. Il resto del corteo é nel frattempo arrivato nella zona universitaria, dove ci si riunisce in assemblea, per una valutazione della giornata e per organizzare il viaggio a Roma dell'indomani; nel frattempo viene "aperto" il ristorante di lusso il Cantunzein e centinaia di compagni possono sfamarsi. L'assemblea, iniziata nell'aula magna di Lettere, per l'enorme afflusso di gente viene trasferita al cinema Odeon. Nei pressi del cinema, un compagno viene sequestrato da agenti in borghese, armi in pugno e trasportato via su un'auto con targa civile. Nella notte vengono effettuati numerosi arresti e perquisizioni domiciliari.

Nel tardo pomeriggio le federazioni bolognesi del Pci e della Fgci distribuiscono un volantino: "... Una nuova grave provocazione é stata messa in atto oggi a Bologna. Essa ha preso il via da un'inammissibiie decisione di un gruppo della cosiddetta Autonomia di impedire l'assemblea di CL e da gravi interventi da parte delle forze di polizia. Di fronte a una situazione di tensione nella quale ancora una volta é emerso il ruolo di intimidazione e di provocazione dei gruppi neosquadristici, si é intervenuto con l'uso di armi da fuoco da parte di agenti di PS e dei carabinieri... dev'essere isolata e battuta la logica della provocazione e della violenza che piú che mai é al servizio della reazione. Da tempo nella nostra cittá ristretti gruppi di provocatori, ben individuati, hanno agito all'interno di questa precisa logica".

 

il giornale e la lapide...

by memore... Thursday, Mar. 09, 2006 at 2:00 PM

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il giornale e la lap...
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il giornale e la lapide:


I compagni di
Francesco Lo russo
qui
assassinato dalla ferocia armata di regime
l’11 marzo 1977
sanno
che la sua idea
di Uguaglianza, di Libertà, di Amore
sopravviverà ad ogni crimine.
Francesco è vivo e lotta insieme a noi

 

Cronaca degli avvenimenti

by memore... Thursday, Mar. 09, 2006 at 2:07 PM

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Cronaca degli avvenimenti

Venerdi 11 marzo 1977 ore 10 assemblea di Comunione e Liberazione all'università, 400 persone.

Cinque compagni della Facoltà di Medicina, presentatisi all'entrata, vengono malmenati e scaraventati fuori dall'aula.

La notizia si sparge nell'Università, e accorrrono una trentina di compagni che vengono dapprima fronteggiati da un centinaio di ciellini.

L'aggressione dei cosiddetti "autonomi" consiste nel lancio di slogans e scambi verbali.

Scatta la provocazione preordinata: i ciellini si barricano all'interno dell'aula, uno di loro, d'accordo con un professore, che intanto aveva interpellato il rettore Rizzoli, chiede l'intervento della polizia e dell'ambulanza, prima ancora che succedesse qualcosa.

l'intervento della polizia e dell'ambulanza, prima ancora che succedesse qualcosa.

Nel frattempo, fuori dall'Istituto di Anatomia, si raggruppa un centinaio di compagni/e......Dopo appena mezz'ora arrivano polizia e carabinieri con cellulari, gipponi e camion, in numero certamente spropositato.

I compagni escono allora dal giardino antistante l'istituto e si raccolgono sul marciapiede nei pressi del cancello; un primo gruppo di carabinieri entra e si schiera nel giardino, un secondo gruppo esegue la stessa manovra, sta per entrare, ma si scaraventa contro i compagni/e manganellandoli senza motivazione.

le compagni/e scappano verso Porta Zamboni; parte la prima carica di candelotti.....ritornando verso Via Irnerio i compagni/e vengono bloccati da una autocolonna di PS e carabinieri, ed è a questo punto che un carabiniere spara ripetutamente. Per difendersi viene lanciata una molotov contro la jeep.

Poi in via Mascarella, un gruppo di compagni che ritornava verso l'Università incontra una colonna di carabinieri provenienti da via Irnerio; carica il gruppo in cui si trovava anche Francesco, e partono le prime raffiche di mitra: alcuni compagni scappano verso l'Università risalendo Via Mascarella.

Una pistola calibro 9 si punta sui compagni ed esplode 6 - 7 colpi in rapida successione: lo sparatore (come testimonieranno i lavoratori della Zanichelli), indossa una divisa senza bandoliera, e un elmetto con visiera; prende la mira con precisione, poggiando il braccio su di una macchina.

Francesco, sentendo i primi colpi, si volta, mentre corre con gli altri, e viene colpito trasversalmente. Sulla spinta della corsa percorre altri 10 metri....poi cade sul selciato sotto il portico di Via Mascarella. I compagni lo raccolgono e lo trasportano fino alla libreria "Il Picchio", dove un'ambulanza lo porta al'ospedale.
Francesco vi giunge morto.

Francesco Lo Russo (militante di Lotta Continua) viene freddamente ucciso. Era rimasto a studiare fino alle 12,30 e solo allora era sceso in strada.

....La polizia si ritira in questura......

(Tratto dal libro "Bologna marzo '77.....fatti nostri...)


La voce che un compagno è stato ucciso si sparge rapidamente. Radio Alice ne da la notizia verso le 13.30. Da quel momento nella zona Universitaria è un continuo fluire di compagni e compagne. Tutti gli strumenti di informazione che il movimento possiede sono in funzione, dalle parole alle radio......all'incredulità e al disorientamento, si sovrappongono il dolore e la rabbia......

L'Università si organizza per evitare nuove provocazioni della polizia; vengono chiuse tute le vie di accesso, ogni facoltà si riunisce, e dalle assemblee improvvisate emerge con chiarezza che l'assasinio di Francesco è tutto tranne un "incidente". Vengono fatte telefonate ai vari CdF e si manda una delegazione alla Camera del Lavoro per chiedere l'adesione al Corteo. La rabbia e il dolore si fanno crescenti e la maggiornza dei/delle compagni/e individua gli obbietivi e le risposte che il movimento vuole dare. La libreria di C.L. "Terra promessa" ridiventa per la terza volta "Terra bruciata"....

Si organizzano i servizi d'ordine, allo scopo di garantire l'autodifesa del corteo e da tutte le parti si grida che l'obbiettivo è...Colpire la DC!!!....Partono in corteo 8000 compagni/e!!!

Sono le 17.30. Il corteo è in Via Rizzoli; Vengono spaccate tutte le vetrine della via centrale. In Piazza Maggiore il PCI si raccoglie intorno al Sacrato dei Caduti.....i compagni continuano ...spaccano tutto. Nei pressi della sede della D.C. la polizia si scontra con la testa del corteo .....Poi ci si dirige verso la Stazione FS, si occupano i binari......si ritorna all'Università Il ristorante di lusso "Il Cantunzein viene "aperto"......Si organizza il viaggio a Roma per l'indomani........Nella notte vengono effettuati numerosi arresti e perquisizioni domiciliari.

(Tratto dal libro "Bologna marzo '77.....fatti nostri...)

 

l'estintore che amleto

by ulisse Thursday, Mar. 09, 2006 at 3:13 PM

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la memoria...

http://www.lestintorecheamleto.net

 

io c'ero

by pettirosso da combattimento Thursday, Mar. 09, 2006 at 3:41 PM

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aggiungo qualche dettaglio alla memoria.

La provocazione in realtà era partita alcuni giorni prima, durante il corteo femminista dell'8 marzo.
La polizia, alla sera in piazza maggiore, aveva malmenato alcune compagne e c'era una notevole rissosità nell'aria.
Tra noi la voglia di restituire un po' di bastonate era alta.

La notizia dell'assemblea di Comunione e Liberazione e degli schiaffi e spintoni arrivati ai pochi compagni che si erano presenti ad anatomia arrivò verso le 11...
nella auletta in occupazione permanente di lettere ed in piazza verdi eravamo si e no una decina, la maggioranza anarchici ed autonomi ( quelli meno irregimentati che nel servizio d'ordine si autoproclamavano Mucchio Selvaggio) , più una decina di Jaquerie e Lotta Continua .
Come sempre le voci erano confuse: hanno pestato dei compagni,...stanno pestando dei compagni...
Ci precipitammo di corsa ad anatomia, nessun arma, nessuna bastone, sembrava incredibile che i CL osassero pestare qualcuno di noi. In quel momento la nostra era solo una missione di soccorso per quelli che erano stati pestati.
Quando entrai nell'aula di anatomia non c'era nessun compagno pestato, c'erano invece tanti bei ragazzoni schierati di comunione e liberazione , con tante ragazzine in tailler , gonna e camicetta da collegiale.
Quelli di CL erano dei marcantoni ma erano ingenui, non si immaginavano il livello di violenza che ci portavamo dentro.
Anche se noi , il primo gruppetto eravamo solo una decina entrammo a urlare che l'assemblea era finita, che loro non potevano permettersi di pestare dei compagni.
Loro almeno 200 persone, urlavano adirati, ma si capiva che cominciavano ad essere spaventati. Noi dieci ,tutti a viso scoperto, ma con fare e tenuta da rissa.
Ricordo che sulle scale dell'aula ( come in tutte le aule rialzate c'erano della scalette in legno per andare sui banchi in alto e in fondo ) avevo un biondone di un metro e novanta che comincio a spingermi da dietro.
Gli tirai un gomitata secca all'addome ... lui mi guardò stupito, non riusciva a capire che non avevamo nessuna paura del loro numero e dei loro fisici palestrati, gli dissi sorridendo: ... ma sei scemo? ti rendi conto in che casino vi state mettendo se ci provocate?.
Con gli altri 10 che si erano incuneati nell'aula ci riunimmo davanti alla cattedra...e urlammo
L'assemblea è finita ! andatevene.
I ragazzoni di CL dissero andatevene voi, facendo muro...e cominciarono a spingere.
Ci ritirammo oltre le porte dell'aula, che dall'interno immediatamente chiusero e cominciarono a barricare.
Nel frattempo arrivavano altri compagni, noi eravamo nel corridoi, i CL barricati nell'aula.
Senza nessun segnale, ci eravamo tutti infilati i passamontagna e , chi non l'aveva, il solito fazzoletto sul volto.
Il mucchio selvaggio , pur essendo la quintessenza della disorganizzazione , aveva raffinato dopo decine di prime file ai cortei e di scontri con polizia, fasci, provocatori vari una coordinazione operativa impressionante.
Cominciammo a sfondare a calci le porte dell'aula dove i CL erano asseragliati, da dentro le urla spaventtate..
L'aula era al primo piano, da una finestra , a meno di 2 metri da una stradina interna , quelli di Cl cominciaro a scappare: le urla dall'interno avevano un che di tragicomico: Prima le donne... ricordo cose del genere.
Noi a calci avevamo già sfondato i pannelli bassi di una porta secondaria all'aula, quando da fuori i compagni ci avvisarono.... è arrivata la polizia.

Mentre un gruppetto continuava a " Bussare" sulle porte dei ciellini, io e alcuni, un po' più conosciuti uscimmo per verificare la situazione forze dell'ordine..
Al cancello, senza entrare nel cortiletto di anatomia, trovammo se non ricordo male Rossi, della questura , ufficio politica.
L'ho rivisto in TV, ha fatto carriera, questore da qualche parte e forse anche DIA o antiterrorismo, ma allora credo che fosse sottoposto a Gori, il capo della Digos con cui di solito trattavamo per i cortei; quello che poi morì schiantandosi in auto sulla ferrarese.
Rossi era benevolo, "su ragazzi che vogliamo fare ?"
Con me Txxx di LC disse una frase che ricorderò per sempre:
"a voi la scelta, o ci chiudiamo in facoltà e giochiamo a Fort Alamo o ci lasciate uscire, tanto quelli di CL lo sappiamo che stanno tutti uscendo dalla finestra sul retro "

Rossi si consultò, e si guardò in giro, fuori dalla facoltà si era radunato un' altro centinaio, forse meno di compagni....

" ... niente fort alamo" disse Rossi

La polizia si schierò, io , gli anarchici e quelli del Mucchio, sgattaiolammo per altre vie, mentre una ventina di compagni usci dal portone della facoltà, sfilando.

Quella di sapersi defilare, all'estremo scappando sui tetti era una caratteristica che ci avrebbe reso famosi anche quando la polizia fece irruzione a radio Alice e alla Aradio Ricercaperta.

Rossi era della questura, non saprò mai se aveva " sulla piazza" anche il controllo dei carabinieri che poi avrebbero caricato...quando l'anno successivo andai con una piccola delegazione del movimento a trattare in questura per il corteo dell'11 marzo 1978 parlando con Gori ebbi l'impressione che tra carabinieri e questura c'era stato uno dei soliti dispetti-incomprensioni, non lo saprò mai....

 

Una piccolissima precisazione

by milanese Thursday, Mar. 09, 2006 at 3:54 PM

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Bellissimo racconto.
Piccolissima precisazione "storiografica".
All'epoca la Digos non esisteva ancora, se non erro c'erano ancora i "famigerati" Uffici Politici ed i Nuclei.

 

confermo

by pettirosso da combattimento Thursday, Mar. 09, 2006 at 4:22 PM

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x milanese: confermo nel 77 li chiamavamo, polizia politica. Negli anni successivi, forse già dal 78 erano la Digos... Gori quando morì ne era credo a capo.
Comunque la memoria fa cilecca, ne sono passati di anni...

Il gruppo di controinformazione, a cui si devono poi le riscritture successive nei vari libri e film era influenzato dai Torreaxxx e aveva la tendenza a stereotipare le vicende.

Comunque molti episodi, specie quelli inerenti la rivolta successiva , le radio ed i circoli del movimento e tutti quei compagni che non sono diventati famosi, oggi fa impressione rivederli nella sceneggiatura di un film.

Allora credavamo stupidamente di poter cambiare il mondo e sorprendentemente forse un pochino lo abbiamo fatto.

 

ci siamo ancora

by carlo.v Thursday, Mar. 09, 2006 at 6:17 PM

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pettirosso,
anche tu ormai con i capelli bianchi o forse senza, sai ancora come si vola
ci siamo ancora...
è il lutto per ciò che abbiamo lasciato, e che non ci ha rimpianto, che ora oscura anche la vita dei nostri figli,
che non mi so perdonare...

 

x pettirosso

by ? Thursday, Mar. 09, 2006 at 7:40 PM

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Ho letto vari libri sul settantasette, ma non ho mai trovato che vi fossero degli “anarchici”. Sei sicuro o è una svista?

 

ancora memorie

by pettirosso da combattimento Thursday, Mar. 09, 2006 at 9:10 PM

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x carlo
nessun rimpianto, forse perchè i capelli ce li ho ancora tutti, brizzolati. Ho anche una figlia super che frequenta le stesse facoltà e mense che allora occupavo e a volte devastavo.

Sempre sull'onda della memoria...
il movimento a bologna nel 77 aveva avuto un formidabile incrocio di eventi e talenti. Un vero incubatoio rivoluzionario.
Convivevano diverse anime, quella tradizionale, gruppettaro lenilista ( io sono l'avanguardia che.... )
quella creativa ( chissà come sarebbero andate le cose se non avessero costituito proprio a bologna la facoltà del Dams , arti musica e spettacoli..fiuu che show abbiamo messo in piedi ) , quella ribellista, pronta a spaccare tutto e tutti e quella costruttivista....
I costruttivisti erano compagni , di varie formazioni o gruppi , che volevano "edificare" il movimento. Non avevano paura ad impegnarsi in strutture, imprese, che al di là delle ideologie restassero , lasciassero un segno.
L'impegno era a tempo pieno, non una attività saltuaria tra una lezione e l'altra.
Agli inizi ricordo alcune tipografie, poi il circolo "gatto selvaggio" ...Fu nel Gatto che si comincio a parlare di una radio di movimento... progetto poi frustrato, così come il circolo, chiuso alla spicciolata, sull'onda delle indagini e sospetti di collusione con la rapina di argelato.
Peccato, forse allora avremmo dovuto già capire, che queste "avanguardie" violente e paracriminali che si affiancavano al movimento ne sarebbero state poi la bara.
La tipografia chiuse, e negli stesi locali di via del Grifone, se non ricordo male, creammo un nuovo circolo ( li chiamavamo : POLI di Aggregazione ) la Talpa.
Fu un successo.... una città benestante con decine di migliaia di studenti universitari e senza strutture e punti di riferimento per accoglierli-aggregarli...
I costruttivisti stampatori passarono poi dalla tipografia al tipolito. In via mascarella un po' più oltre il Picchio trovarono un locale. Anche loro erano a due passi da Francesco quando fu colpito.
Il picchio, era una bella libreria, l'alternativa del movimento al lussuoso Feltrinelli.
Exxxo col suo vocione, voleva viverci in mezzo ai libri, invitava i compagni a fare salotto da lui.. Credo di aver letto migliaia di libri senza pagarne uno, a forza di frequentare il Picchio.
In verità anche chi andava da feltrinelli non pagava, ma li i proprietari non erano daccordo e se ti beccavano con il libro fregato, rischiavi qualcosa.
Il direttore del negozio Feltrinelli davanti alle due torri ( quello alto con i capelli biondo rossicci ) era uno che alla fine in Feltrinelli contava; non poteva dire agli amministratori che tutti gli ammanchi nel bilancio del negozio erano dovuti ai giovani compagni che si acculturavano.
Poi le radio.
Nel moviemnto c'erano dei geniacci, gente che sapevano montarti e smontartri un laser a occhi chiusi.
La storia ricorda Radio Alice.
In realtà le radio di movimento erano ben 3.
La prima, la più ascoltata era radio Città, moderatamente rivoluzionaria, ma in una città governata dal PCI una radio di rottura che riusciva a farsi ascoltare anche dagli operai e dalla base...Fior di talenti, se non ricordo male , Stefano Benni e altri la animavano...
per noi incendiari era una radio troppo tranquilla.
Ma ricordo pezzi di teatro e musica jazz ( allora se ne ascoltava poca, ma già al gatto selvaggio, avevano cominciato a presentarsi artisti jazz...ed il comune aveva organizzato negli anni passati favolosi incontri jazz al palasport) . Si la musica, meriterebbe un diuscorso a parte; il movimento aveva un sua splendida colonna sonora e non era solo " la musica ribelle ".
Radio città trasmetteva da una casa d'angolo: Un'isola:-) nel quartiere mazzini.
A due passi c'era il negozio di dischi di Valxxxx.
Il Grande Valxxx. Sfigatissimo Valxxx. L'avevo conosciuto agli inizi degli anni 70.. ragazzi andavamo a volantinare una rivista antimilitarista " se la patria chiama" davanti alle caserme....ERA REATO, ma noi sfidavamo i carabinieri con volantinaggi antimiliaristi davanti alle caserme.
Valxxx è stato un obiettore, quindi si fece la sua galera,allora si finiva in galera facendo obiezione di coscienza, un non violento puro, uno di quelli che come entra in carcere lo menano.
Vaxxx è il vero ed unico fondatore e titolare di RADIO Alice.
Non so come e perchè, poi nel tempo la storia ci racconta dei BifX dei TorreaXXX e degli altri come fondatori della radio, ma la verità è che senza un puro, non violento , esperto di hifi e di elettronica, il fratello di valxx era poi uno dei primi in asoluto a saper programmare i microprocessori ( allora erano a 4 bit ), radio alice non sarebbe forse mai nata.
Radio Alice diventò la radio più Creativa, quella che forse seppe esprimere meglio anche l'ala narcisistica del movimento.
La terza radio era la più pericolosa.
L'aradio Ricercaperta....non se ne parla più..ma fino all'irruzione della polizia dopo l'omicidio di Lorusso era l'unica radio libera italiana che trasmetteva in onde medie. Il trasmettitore era un vecchio valvolare militare...e alla sera, quando le onde radio venivano riflesse dalla troposfera, la si poteva sentire a milano firenze , torino.
Le radio libere trasmettevano in FM, erano stranite le telefonate di chi la captava in AM da città lontanissime.
Trasmetteva dalla casa di GBxxx, che già per la questura era un brutto segno.
GBxxx era un esperto di radiotrasmissioni e forse era il meno politicizzato di tutti, ma per la questura era l'ex della Barbara Azzxxx la terrorista di prima linea.
Quando Barbara morì, falciata in un bar dai mitra della polizia , a bologna, al funerale, con grande scandalo del resto del carlino sfilarono oltre 2000 compagni....
Avremmo dovuto salutarla, ma non manifestare per lei.
Non era una compagna che sbagliava, non era una compagna....
Il fanatismo delle avanguardie armate del movimento fu la sua vera bara; più dei Kossiga, più dei burocrati della sinistra parlamentare.
In realtà la Aradio era di rottura ed anticipatrice per una sua forte vena libertaria , che non si inquadrava nè nei parapartitini dei gruppi estraparlamentari , nè nel brodo di cultura della lotta armata che era la cosidetta Autonomia Operaia...
Dalla Aradio nacque il Punkreas...altro covo del movimento. I locali erano gli stessi della tipografia e della Talpa. Ed alla fine a ben vedere del movimento di allora ci è rimasta la musica, anche se , credo di non sbagliare ma l'attuale agente dei ullapop Cremonini o simili, quelli che se ne vanno in giro in vespa sui colli bolognesi, viene proprio da lì...

Un inciso, contrariamente al messaggio del film"lavorare con lentezza" , la musica cult di radio alice era il brano di chiusura , un vinile segnato, con l'etichetta porpora, i Griphon se non ricordo male....

Ciao

Valerio
Elio
Mirko
Giancarlo
Diego e la jaquerie
Walter e Tiziana
Waler M
Maurizio Tor ( senza te il fosforo bianco...)
Pino angoscia
Vito
Bifo
Spisso ed i giovani persi
Maurizio Sic. ( quello dell'orsa e di radio underdog )
la manolito e le tipogrtafie rivoluzionarie
La talpa
Il gatto selvaggio
Libero ( il papa di Horst )
Piro ( da potop a craxi )
Il punkreas
L'onagro
Radio alice
L'aradio ricercaperta
radio città
ciao Mucchio Selvaggio e tutti quelli ( ma quanti eravamo !!! ) che non ricordo più

ciao musica ribelle

Ciao Franceso LoRusso

 

i libri e la comunicazione

by pettirosso da combattimento Friday, Mar. 10, 2006 at 12:32 AM

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x thursday,
bhe i libri !!!
I libri sono come i film... bugie raccontate molto bene.
Questi libri-documentazione parlano in genere di chi vuole che si parli di se.
Poi scusa, prima definiscimi chi è "un anarchico" e poi ti dirò quanti ce ne erano.
Mirko veniva dalla 4° int.
Diego da LC
Monte da avang op ( credo, a bologna non ci fosse praticamente nessuno di avang op )
Quando partì il movimento ognuna di queste etichette fu superata.
Non ho idea di cosa raccontino i libri al riguardo...
Se a Valxx fondatore e titolare di radio alice ( quello che nella registrazione originale si sente che commenta al microfono l'irruzione della polizia, lo dicevo che è un po' sfigato, proprio lui beccarono ) avessero detto che era un militante di LC o dell'Autonomia, l'unica ragione per cui non ti sputava in un occhio era perchè da bravo libertario non violento gesti del genere non erano da lui.
Ma non militava neppure in nessun collettivo anarchico, e così tanti altri...

Mi ricordo che uscì il primo libro, poco dopo il 77. Era una sorta di libro-documentazione con tante foto.Edito dal centro controinformazione o qualcosa del genere...I fatti del 77, radio alice è il diavolo ecc. ecc.
Alcune foto diventarono famose...
i compagni mi avvisarono subito,
"Ci sono un casino di tue foto nel libro...."
"Ma mi si riconosce ?"
"Noi ti abbiamo riconosciuto... sei quello che si arrampica sulla statua del Nettuno e attacca il palloncino, gesto di sfregio supremo, al bronzeo pisello ..."
Io non mi ricordavo affatto di aver scalato il Nettuno, ma sai di cose ne erano successe tante !!!
controllo la foto, e sorrido.
ma questo è Gioxxx Pesxx quel "pazzo" anarchico che aveva fondato il circolo Kronstad con i liceali fuoriusciti dal circolo Cafiero di via paglietta negli 71-72..
Ok ! vedi che 1 anarchico uno c'era ?
E forse mi sbaglio anch'io, il compagno che si arrampica sul Nettuno è solo un'altro dei tanti .

Sfoglio i libri, e qualche mia foto la trovo: gli scontri dei giorni dopo, davanti alle barricata tra Legge e Lettere, quando il grosso dei militanti del movimento, con rtutto il servizio d'ordine di LC e dell'autonomia erano a Roma per una manifestazione nazionale e a "difendere" l'università eravamo rimasti pochi non inquadrati: il Mucchio Selvaggio.

Si la sera dei saccheggi, del cantunzein e dell'armeria.
La polizia sapeva che i gruppi più organizzati , in particolare Lotta Continua e Autonomia erano tutti in trasferta a roma. Era il giorno giusto per riconquistare l'università.
L'attacco della polizia parti da via zamboni, la polizia si era raccolta nella piazzetta del provveditorato agli studi e cominciò ad avvicinarsi a piazza Verdi.
Era una strategia di scontro che conoscevamo bene. In sostanza si carica con un unico fronte di scontro massiccio, da una sola direzione, in modo da lasciare ai dimostranti varie vie di fuga. Nelle vie laterali e di fuga al massimo varie auto civetta con poliziotti in borghese per arrestare durante la fuga qualche manifestante "interessante", qualche rompiballe di quelli conosciuti, di quelli che è anni che speri di beccarli, per chiuderli in cella e buttare la chiave..
Sorpresa...sorpresa, non scappammo e le radio del movimento, tutte le tre radio subito cominciarono ad avvertire che la polizia stava caricando all'università.
Nel giro di mezzora da 200 si e no che eravamo tra via belmeloro, piazza verdi, via zamboni ecc... si raccolse minimo un migliaio di compagni.
Un particolare , erano/eravamo cattivi. E non erano inermi come il giorno dell'omicidio Lorusso.

La prima carica non riusci ad avanzare neppure di 50 metri.
Da via zamboni non riuscirono neppure ad entrare in piazza verdi.
Via zamboni è stretta con due portici ai lati.
Li accolse una pioggia di sampietrini da oscurare il cielo.
Ma piazza verdi non era difendibile, temevamo attacchi dalle vie laterali , per cui si indietreggiò fino alla facoltà di lettere.
Qui erigemmo 2 barricate, ma due barricate vere non un cassonetto in mezzo alla strada e via.
Barricate alte 2 metri , di quelle che per scavalcarle
hai tutto il tempo per beccarti un sampietrino in testa.
La polizia si schierò in piazza verdi e qui, nuova sorpresa, dalle vie laterali furono i compagni ad attaccarla.
Per non farla lunga la barricata di Lettere la polizia non riuscì ad espugnarla neppure dopo 6 ore di scontri.
Le foto ritraggono i celerini che si proteggono dietro le colonne del teatro comunale.
A sentire loro dalle barricate avevamo cominciato a sparare.
A sentire i compagni erano i celerini che avevano cominciato a sparare .
I libri raccontano versioni diverse.
Bhe !!! la vedi quella foto, con un coglione suicida in passamontagna che mentre da entrambe le parti tra polizia e manifestanti si starebbe "sparando proiettili veri manco fosse il tiro al piccione",; quel coglione che si scaglia oltre la barricata contro i poliziotti per lanciargli un sanpietrino...?
Bhe quel coglione sono io...In quegli anni imparai a riconoscere il rumore degli spari delle pistole o dei fucili della polizia quando non sparano solo candelotti durante le manifestazioni, sono rumori assordanti, sfacciati.
Per me, quel giorno nessuno sparò , minchia se lo avessi avuto a due passi li sulla barricata me ne sarei accorto !!
Il fatto è che tanta era la paura da entrambe le parti che i celerini si tennero ben defilati dalla barricata e i compagni, strisciavano col passo del giaguaro tra le colonne dei portici, manco fossero in trincea.

Questo per dire che a volte i libri infiocchettano le storie...



Ma mi dilungo ; divago e nella memoria si confondono le manifestazioni e gli scontri successivi con il grande raduno " degli indiani metropolitani" ( da come la stampa ci descriveva era evidente che l'ala narcisita, Bifo allora avrebbe detto dadaista , del movimento stava prevalento ).

Mi domandi se c'erano anarchici...se i libri non ne parlano, non c'erano.
Ma noi del mucchio selvaggio c'eravamo eccome.

 



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