Nel '78 il clima cambia...
"Nel '78 il clima cambia un altra volta. La sconfitta del movimento '77 lascia un grande vuoto. Molti pensano che non ci siano più spazi di agibilità possibili per agire alla luce del sole. Sostanzialmente inizia una lunga fase di clandestinizzazione del movimento. Inizia una nuova fase storica.
Le leggi speciali cominciano a funzionare, l'offensiva del Partito comunista diventa sempre più dura: ci sono le schedature in fabbrica, ci sono i militanti del Partito comunista che svolgono un ruolo di cardine tra la magistratura e la polizia Quelli che provengono dalle precedenti esperienze di militanza, soprattutto gli ex di Lotta Continua, quelli della corrente di Senza Tregua, perdono potere in fabbrica perché l'azione del sindacato è quella di far fuori il consiglio di fabbrica dei delegati che era un po' il luogo della democrazia di base della classe operaia. Facendo saltare quello, saltano automaticamente tutta una serie di agibilità politiche sul posto di lavoro ed era ciò che voleva il padronato.
Per la ristrutturazione accelerata che avevano iniziato i padroni c'era bisogno di eliminare la rigidità operaia, c'era bisogno di eliminare le componenti sovversive interne, i gruppi che sostanzialmente tiravano a volata le lotte. Quindi si mette in atto un processo distruttivo che viene colto dai militanti, dagli operai politicizzati o dagli operai intellettualizzati del periodo precedente come una impossibilità nel proseguire la lotta con metodi legali.
E così avviene un passaggio in massa alla clandestinità: dai 100 presunti clandestini del '76 si passa ai 2-3 mila del '78. Significa che in un anno e mezzo avviene una scelta di massa che coinvolge non solo gli ex operai di Lotta Continua, i militanti delle zone periferiche della città ma anche una parte rilevante dei collettivi autonomi o giovanili dell'hinterland metropolitano.
Nel '78 ci si ritrova
ad avere, solo su Milano, almeno 150 o 160 sigle clandestine
armate, le più famose erano Prima Linea, Brigate Rosse ma vi
erano anche le FCC, le BCC, le Brigate Lo Muscio, con
un'escalation di attentati dimostrativi molto forti e con una
moltiplicazione, anche a livello nazionale, di omicidî. Tutto
piomba dentro questo clima. Dopo la ventata creativa del '77,
nel 1978 avviene questo pesante giro di boa. In libreria tutto
ciò viene avvertito molto bene. Si verifica una scissione. A
fronte del disagio del vissuto quotidiano da parte di
moltissimi compagni, c'è come un ritorno su se stessi, cui si
accompagnano il consumo dell'alimentazione alternativa, della
medicina alternativa, dell'interpretazione della vita stessa
in termini alternativi. Una casa editrice come l'Astrolabio
che pubblica psicoanalisi, esoterismo, discipline del corpo
quali yoga, zen e quanto di collegato a essi esista, nella mia
libreria, decuplica le vendite nel giro di un anno.
Da un dato così tu capisci che è in corso una modificazione profonda dei soggetti, un disagio esistenziale drammatico. Il '77 era apparso come l'ultima grande possibilità di ricomposizione tra sociale giovanile e progetto politico, tra rivolta esistenziale e modello operaio. L'accumulazione dei saperi prodotti nei cinque o sei anni precedenti aveva generato un soggetto che non diventava sovversivo quando entrava nel posto di lavoro ma vi arrivava già ribelle, sovversivo appunto. Ciò venne considerato intollerabile dagli analisti del Partito comunista ma anche dalle élite industriali e politiche.
C'era, infatti, da parte di tutte queste forze un grande lavoro intorno a questi temi e la sintesi di questa ricerca fu il Rapporto della commissione Trilateral del 1976 dedicato all'Italia, in cui si sosteneva che la conflittualità operaia aveva conquistato un'estensione della democrazia cui bisognava porre limite sia nella fabbrica sia nel sociale e soprattutto nelle scuole dove era arrivata una generazione di professori e di insegnanti che, invece di contribuire a riprodurre le classi dirigenti e i cittadini che aderiscono allo sviluppo dell'economia e della democrazia borghesi, produceva ribelli. Vanno fatti fuori: questa sostanzialmente era l'indicazione che dava la commissione Trilateral, il grande potere sovranazionale delle tre aree più industrializzate del mondo. E alla commissione Trilateral, com'è ovvio, per l'Italia ci partecipavano gli Agnelli, i Pirelli, le élites industriali insieme ad élites militari dello Stato italiano. Tutta questa situazione mise in moto quel processo che provocò l'afflusso di massa nei gruppi armati e che, per quanto mi riguarda, ebbe come conseguenza un aumento dei controlli della polizia nella libreria e nell'abitazione mia e di mia moglie."
(PRIMO MORONI - "Ma l'amor mio non muore" in ARCHIVIO PRIMO MORONI)