Già nel corso del '75 e del '76...
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"Già nel corso
del '75 e del '76, in ogni caso, si leggeva l'esistenza di un
compromesso storico strisciante. Si intuiva il tentativo di
abbandonare la pratica della strategia della tensione
(inaugurata nel tragico '69 con la strage di Stato), per
passare a un meccanismo repressivo diverso, palese e gestito
in prima persona dallo stato del sistema dei partiti. La legge Reale, per esempio, andava in questa direzione. " [...]"ci rendevamo ben conto delle grandi difficoltà politiche delle avanguardie operaie di fabbrica che erano investite dagli effetti violenti della ristrutturazione. Li sentivamo sempre più spesso affermare che non si poteva più esercitare il potere operaio, che bisognava alzare il livello dello scontro. Temevamo, fin da allora, una tendenziale clandestinizzazione dei nuclei duri in fabbrica e sul territorio, come dimostrava la cosiddetta uscita della corrente operaia dalla dissolta Lotta Continua. Dall'osservatorio della libreria si poteva cogliere con chiarezza un rinnovato interesse per le pratiche armate e per le stesse Brigate Rosse. A fronte di questi processi c'era la grande novità dei circoli giovanili nati nei grandi hinterland metropolitani. C'era la grande diffusione di un giornale come A/traverso che, nato a Bologna, principalmente in ambito universitario, trovava negli studenti fuori sede un humus sociale di rivolta sorprendente, nel mentre i suoi contenuti e il linguaggio nuovo con cui erano comunicati venivano assunti da un intera fascia generazionale sparsa nelle diverse città d'Italia. Era sostanzialmente il primo movimento che vedeva insieme intellettuali colti e, per esempio a Roma, borgatari. Ragazzi di periferia e politici super-preparati in un rapporto estremamente flessibile e non autoritario. " (PRIMO MORONI - "Ma l'amor mio non muore" in ARCHIVIO PRIMO MORONI) |