
cronologia del '77
SETTEMBRE
SABATO 3: a Roma 16 persone vengono rinviate a giudizio per avere bloccato i binari della ferrovia Roma-Grosseto, il 30 gennaio, per protesta contro la costruzione della centrale nucleare di Montalto di Castro. A Milano il padre di una detenuta politica tedesca, Gudrun Ensslin, lancia un appello per protestare contro l’isolamento dei circa 60 detenuti politici tedeschi.
DOMENICA 4: a
Colonia il presidente della Confindustria tedesca, Hans Martin Schleyer, viene
rapito nel pomeriggio da un commando della RAF. Quattro agenti della scorta
vengono uccisi dalle raffiche di mitra. In cambio della vita di Schleyer viene
chiesta la liberazione di 11 detenuti della banda Baader-Meinhof, in carcere a
Stoccarda.
LUNEDÌ
5: a Milano un centinaio di giovani entrano nel recinto della festa dell’Unità
e arrivano all’entrata dell’arena in cui è in corso il concerto degli Inti
Illimani, scontrandosi con il servizio d’ordine del Pci, che, rafforzato dopo
gli incidenti di sabato, riesce ad allontanarli.
MARTEDÌ
6: a Bologna viene arrestato l’ex carabiniere Massimo Tramontani, per
l’uccisione di Francesco Lorusso. Per Lc l’arresto servirebbe solo a
bilanciare l’arresto dei suoi quattro militanti.
MERCOLEDÌ
7: a Roma migliaia di autonomi manifestano a Campo de’ fiori per ricordare la
morte di Mario Salvi, ucciso dalla guardia carceraria Domenico Velluto. La
manifestazione si conclude con un assalto alla sezione del Pci di via dei
Giubbonari, dove vengono divelte le bacheche dell’Unità. A Roma viene
arrestato il proprietario di una clinica geriatrica, Nicolò Berloco, di 61
anni, per aver organizzato una serie di attentati contro medici suoi dipendenti
per risolvere vertenze contrattuali, e rivendicati con falsi volantini firmati
“Ronda proletaria”, scritti a pennarello e sconnessi nella sintassi e nella
logica dei testi.
GIOVEDÌ
8: a Napoli, su mandato di cattura della procura militare, viene
arrestato il carabiniere Norberto Capozzella, ex comandante della compagnia
Celio, con l’accusa di disobbedienza aggravata per aver soppresso di sua
iniziativa la sorveglianza esterna all’alloggio di Kappler. Viene arrestato
anche il terzo carabiniere di guardia davanti alla porta. A Bologna, in una
conferenza stampa il movimento degli studenti rende note le richieste
all’amministrazione cittadina per il convegno nazionale sulla repressione,
previsto per il 23, 24 e 25 settembre.
VENERDÌ
9: a Milano cinque feriti e quattro vetrine prese a sassate in Galleria sono il
bilancio degli incidenti tra circa 300 autonomi e il servizio d’ordine
sindacale al termine di un comizio di Lama in piazza Duomo. A Padova viene
arrestato un ex consigliere comunale dell’Msi, Massimiliano Fachini, di 35
anni, implicato nella morte di Alberto Muraro, portinaio di piazza Insurrezione,
assassinato il giorno prima di deporre sull’attività dei neofascisti veneti.
SABATO
10: a Bologna, per la morte di Lorusso, viene imputato per “concorso nel
delitto” un capitano dei carabinieri, Pietro Pistoiese, di 36 anni, che era
stato sentito gridare “Spara, spara” al carabiniere Tramontani, da alcuni
testimoni. Il 13 protesterà, tramite il suo avvocato, appellandosi alla legge
Reale.
DOMENICA
12: a Johannesburg muore in carcere il dirigente antirazzista Steven Biko.
MARTEDI
13: a Roma, nella facoltà di Lettere inizia l’assemblea in preparazione del
convegno nazionale di Bologna. A Roma per la terza volta i fascisti mettono a
soqquadro l’appartamento di Salvatore Franzini, cassiere della sezione del PCI
di Monteverde. A Torino, in serata, un centinaio di giovani aderenti ai circoli
del proletariato giovanile, respinti dalla polizia dopo un assalto al Palazzetto
dello sport, dove si teneva un concerto di Carlos Santana, bloccano un camion e
numerosi autobus lanciando bottiglie incendiarie. A Milano, dove il concerto è
previsto per il giorno seguente, i circoli giovanili lanciano un ultimatum: o il
biglietto verrà ridotto a 1.000 lire oppure non si assumeranno la responsabilità
di incidenti.
MERCOLEDÌ
14: a Milano si verificano incidenti al concerto di Carlos Santana, dove
alcuni giovani, dopo aver forzato il cancello d’ingresso, cominciano a
scandire slogan contro “i servi della CIA”. Una bottiglia incendiaria
lanciata contro il palco interrompe il concerto e scatena un principio
d’incendio, subito domato. A Roma viene organizzato un picchettaggio
femminista al Campidoglio, per ottenere, dopo un anno di occupazione, un
contratto d’affitto politico e l’allacciamento della luce alla Vecchia
Pretura, un edificio del centro storico trasformato dalle femministe in centro
polivalente per le donne.
GIOVEDÌ
15: a Bologna il sindaco concede al movimento l’Università, le piazze
della città e le tre mense. A Roma vengono rimessi in libertà i tre
carabinieri arrestati per la fuga di Kappler.
VENERDÌ
16: a Roma la Dc vara un rimpasto di governo, dopo le richieste per le
dimissioni del ministro della Difesa Lattanzio, che però verrà solo trasferito
al Ministero dei Trasporti. A Roma salta in aria la sezione Msi di via Quinto
Pedio, al quartiere Tuscolano.
SABATO
17: a Roma si tiene una burrascosa assemblea di movimento, nella facoltà di
Lettere, con fischi e risse contro MLS (dopo l’intervento del responsabile
dell’MLS Enrico Pozzi) e contro il documento uscito il 16 su Lotta continua,
firmato da 11 esponenti dell’area ‘anti militarista’ (Bernocchi,
Compagnoni, Donnhauser, Filleri, Mistretta, Mordenti, Proietti, Rossellini,
Scalia e Striano). La tensione aumenta ancora quando Piero Bernocchi,
polemizzando con l’area autonoma, ribadisce il carattere puramente politico
del convegno di Bologna che avrebbe dovuto mantenere l’obiettivo di analizzare
e riflettere sulla strategia repressiva messa in atto dallo Stato, e non,
viceversa, costituire un momento di lotta e di mobilitazione. L’assemblea
decide una manifestazione per il 21. A Milano un gruppo di anarchici del
“Coordinamento libertario contro il carovita” occupa per una quindicina di
minuti la stazione della metropolitana di piazzale Loreto e fa salire gratis i
passeggeri. A Torino. poco dopo la mezzanotte, una bomba esplode provocando
danni agli impianti del quotidiano La Stampa e ferendo in maniera non grave otto
operai della società editrice.
DOMENICA
18: a Torino. all’una e un quarto della notte, quasi a 24 ore dall’attentato
alla Stampa, viene ferito gravemente alle gambe il giornalista dell’ Unità
Leone Nino Ferrero. L’attentato viene rivendicato da Azione Rivoluzionaria
(nucleo 'Rico e Attilio”).
MARTEDI
20: a Roma, mentre centinaia di studenti fuori sede esprimono solidarietà nei
confronti dei sette giovani arrestati a luglio durante una perquisizione nella
“Casa della Studentessa” a Casal Bertone e ora processati a piazzale Clodio,
nella facoltà di Lettere si tiene un’assemblea in preparazione del corteo di
mercoledì. Il giornalista dell’ Unità Piero Sansonetti viene espulso
dall’assemblea per la seconda volta. Alla fine interviene Daniele Pifano, che
accusa gli oppositori dell’Autonomia di pensare alla polizia “come a un
corpo democratico e non a un apparato repressivo”. A Roma, a piazza
Risorgimento, un giovane di sinistra viene selvaggiamente picchiato da alcuni
fascisti. A Roma, al consiglio dei ministri, viene data la notizia che la
repubblica federale tedesca respinge la richiesta italiana di estradizione per
Herbert Kappler. Il governo modifica la legge Reale: viene introdotto
l’arresto domiciliare; vengono depenalizzati alcuni reati minori; diventano
delitto gli attentati a impianti di pubblica utilità e gli atti preparatori di
insurrezione, rapine, sequestri.
MERCOLEDÌ
21: a Roma si svolge senza incidenti un corteo del movimento per la libertà dei
compagni arrestati. I detenuti politici del movimento sono 24, tra cui Paolo
Tomassini e Daddo Fortuna, quelli arrestati nei mesi più caldi del movimento e
quelli arrestati più recentemente, nel corso della lotta contro la centrale
nucleare a Montalto di Castro. La manifestazione “pacifica e di massa”, con
15.000 partecipanti, va da piazza Esedra a piazza Navona (slogan contro piazza
del Gesù: Enrico, Enrico, lo sappiamo che sei lì. Fuori, fuori dalla diccì e
contro i poliziotti in tuta antiproiettili e scafandro, su ritmo degli slogan
scanditi allo stadio: Paaalombari, Saaaldatori, Aaaastronauti) A piazza Navona,
dopo che un gruppetto di indiani ha scandito slogan contro l’autonomia (Oggi
più che ieri, Volsci, Volsci corazzieri), l’indiano ‘Beccofino’ viene
gettato nella fontana. Al termine della manifestazione la polizia effettua
alcune perquisizioni personali e arresta un giovane, Maurizio Barberis, di 21
anni, trovato in possesso di una pistola. A Roma viene depositata la sentenza di
assoluzione della guardia di custodia Domenico Velluto, per l’omicidio di
Mario Salvi. Secondo i giudici della Corte d’assise, a cui non risulta che
Salvi stesse per estrarre la pistola, è legittimo sparare contro chi scappa,
perché impedisce l’identificazione. A Torino, a mezzanotte e un quarto, una
bomba ad alto potenziale distrugge la centralina del metano che serve al
riscaldamento del Palasport, dove era in programma una manifestazione
organizzata dai partiti democratici e dagli enti locali. L’attentato viene
rivendicato da Azione rivoluzionaria. Verso mezzanotte un’altra esplosione,
seguita da un incendio, distrugge parzialmente l’officina 72 di Mirafiori.
Sempre all’interno di Mirafiori, nella stessa notte, una 131 viene data alle
fiamme. A Bologna un operaio militante di Lc, Alberto Magri, di 20 anni,
soprannominato “Zero” dagli amici, viene ferito accidentalmente da un
compagno, Stefano Leonardi, di 24 anni, che gli sta mostrando una pistola
trovata in via Pratello. A Bologna poco prima delle 22 scoppia una bomba al
tritolo contro la caserma dei carabinieri in via dei Barbieri 46.
VENERDÌ
23: a Bologna, presidiata da più di 6.000 poliziotti, inizia il convegno
internazionale sulla repressione, a cui partecipano oltre 7.000 giovani. La
polizia compie perquisizioni sulle strade e sulle autostrade intorno alla città,
controllando 27 000 persone e compiendo 10 arresti per possesso di armi proprie
o improprie, oppure di stupefacenti. La prima riunione è quella
dell’Autonomia. Al Palasport, nella prima assemblea generale, il gruppo di
autonomi di Via dei Volsci impedisce a forza l’ingresso ai militanti del MLS,
che solo dopo essere stati perquisiti, vengono infine fatti entrare. Una lettera
di Bifo da Parigi viene accolta dai fischi dell’assemblea. A Roma Berlinguer
definisce gli autonomi “nuovi fascisti”.
SABATO
24: a Bologna applausi ironici e fischi per la maggior parte degli intellettuali
intervenuti all’assemblea del movimento; il filosofo francese Félix Guattari
viene ascoltato con disinteresse e cortesia. In serata, a Bologna, con la frase
“Saluti compagni”, pronunciata allegramente da un gruppo di una quindicina
di giovani, tornano le autoriduzioni, in una pizzeria del centro e in un
ristorante, il “Lamma” (dove una ventina di giovani mangiano abbondantemente
e lasciano sul tavolo 5.500 lire delle 60.000 del conto). A Bologna, nella
notte, nel quartiere di San Donato, esplode una bomba di polvere nera, dentro un
contenitore di rifiuti. A Roma per le vie del centro storico si svolge un corteo
di circa 200 femministe che protestano contro lo sfratto, giunto loro il 23, per
l’edificio occupato della Vecchia Pretura.
DOMENICA
25: a Bologna si svolge il grande corteo dei 70.000 che pone fine alla
manifestazione contro la repressione. Dietro allo striscione con la scritta
“Paolo e Daddo liberi” sono circa 7.000 gli autonomi organizzati. Anche
Lotta continua sembra uscire rivitalizzata dal convegno di Bologna. Sia Scalzone
che Boato si dichiarano soddisfatti.
MARTEDÌ
27: a Roma. poco dopo le 20, davanti alla stazione della metropolitana
dell’EUR, per vendicarsi dei tafferugli avvenuti tre giorni prima al liceo
“Cannizzaro” (di cui aveva fatto le spese un giovane di destra), un fascista
spara su un gruppo di giovani di sinistra e ferisce due ragazzi, Nazareno
Brusca, di 19 anni, colpito a un piede, e Paola Cardigiani, di 17 anni,
gravemente ferita all’addome; per l’attentato si parla di un gruppo di
estrema destra di recente formazione, Alternativa studentesca, dove sarebbero
confluite alcune sezioni del Msi della Balduina e dell’EUR.
MERCOLEDÌ
28: a Roma una ventina di fascisti con il volto coperto e armati di
spranghe fanno irruzione nei locali dell’Associazione culturale di Monteverde
Nuovo, in cui un gruppo di quartiere sta organizzando uno spettacolo di
animazione per bambini. Dopo aver messo a soqquadro i locali, fuggono
all’arrivo della polizia. A Roma un giovane di sinistra viene aggredito a
colpi di catena da fascisti in via Stoppani e un altro giovane di sinistra, a
poche ore di distanza, viene pestato dai fascisti in via Tre Madonne. A Firenze
componenti del “Comitato comunista di combattimento” fanno irruzione in tre
agenzie immobiliari, minacciando i presenti con armi e scrivendo sui muri
“Chiudiamo i covi della speculazione sulla casa”.
GIOVEDI
29: a Roma, in serata, una “Mini” si accosta a un gruppo di giovani di
sinistra che conversano a piazza Igea, e sparano alcuni colpi di pistola,
ferendo una ragazza, Elena Paccinelli, ad una spalla. A Bologna vengono
scarcerati alcuni giovani accusati di aver partecipato agli scontri davanti alla
stazione ferroviaria.
VENERDI
30: a Roma si tiene la prima assemblea del movimento dopo il convegno nazionale
di Bologna. A Roma Walter Rossi, militante di Lc, viene assassinato con un colpo
di pistola alla nuca, dai fascisti della sezione di via delle Medaglie d’Oro.
Poco dopo le otto di sera, un gruppetto di una quindicina di fascisti esce dalla
sezione Msi-Balduina per fronteggiare un gruppetto di giovani di sinistra,
accorsi in aiuto di un compagno aggredito sotto gli occhi della polizia in un
bar di via delle Medaglie d’Oro; tra i due gruppi c’è anche un furgone
blindato della polizia che comincia ad avanzare verso i giovani di sinistra,
servendo da copertura ai fascisti, che lo seguono a passo di carica, correndo.
Dal gruppo dei fascisti qualcuno estrae la pistola e spara alcuni colpi,
prendendo la mira, ad altezza d’uomo. Mentre Walter Rossi cade il blindato
della polizia gira l’angolo e si allontana senza intervenire. Dai colpi di
pistola viene ferito anche un benzinaio, Giuseppe Marcelli, di 61 anni. I
fascisti risalgono scappando verso la loro sezione. Il gruppo dei giovani di
sinistra aveva appena concluso a piazza Igea un volantinaggio di protesta contro
la precedente aggressione fascista e contro la polizia che “ha sempre
arrestato e minacciato i compagni aggrediti dai fascisti”. Intanto in via
Catanzaro, nei pressi di piazza Bologna, un gruppo di fascisti armati di sbarre
di ferro e catene fracassa le vetrine e le bacheche della sezione del Pci
“Italia”. All’assemblea del movimento, all’Università, viene decisa una
manifestazione nel luogo dove è caduto Walter Rossi. All’appuntamento,
rilanciato anche dalle radio libere, giungono a centinaia i militanti del
movimento, e formano un corteo. Un bar, abitualmente frequentato dai fascisti,
viene danneggiato. Viene bruciata l’auto di un certo Scarano, missino della
Balduina. La polizia carica il corteo, lanciando lacrimogeni, ma lo scontro
viene evitato. Più tardi, dopo un giro nel quartiere, il gruppo di giovani si
dirige verso piazza Risorgimento. In via Ottaviano viene dato alle fiamme un bar
frequentato dai missini, proprio davanti alla sezione “Mantakas”. Un
principio d’incendio scoppia anche nel palazzo in cui è la sede missina.
[da "Una sparatoria tranquilla" - Odradek Edizioni]